Ginecologia Olistica
Ginecologia e Medicina Olistica
Centro di Medicina Olistica Alvino

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Convegni di Uroginecologia e Pavimento Pelvico

OTT
27
2017

27/10/2017
Aula Scozia Ruggi Salerno

Aula Scozia Ruggi Salerno. Azienda Ospedaliera Universitaria Salerno. 27 ottobre 2017: parte prima. 13,14,15 dicembre 2017: parte seconda.

Progetto medicina integrata: nuovo paradigma olistico della “scienza umana” del futuro. Capire il senso della vita, liberarsi dalla paura della “brutta malattia” e riappropriarsi del destino della propria vita.

Pelviperineologia Olistica, oltre l’uroginecologia

Riassunto.
Comprendere le “malattie” (disagi S.P.N.E.I.O. = Spirituali Psico Neuro Endocrini Immuno Organici) significa coglierne la “quintessenza– significato bio - logico” codificatasi, nel corso di miliardi di anni, nei codici archetipi epigenetici: tentativi degli esseri viventi di adeguarsi all’ambiente per la sopravvivenza e la riprogrammazione – evoluzione. La Medicina Olistica Integrata rappresenta la sintesi moderna e futura di tutte le conoscenze scientifiche e filosofiche, convenzionali e non: la Scienza Umana. La riprogrammazione posturale globale e pelviperineale, la meditazione bioenergetica e i farmaci informazionali rappresentano il “gold standard” terapeutico nelle malattie croniche e neoplastiche. Fondamentale ripristinare la sintonia coerente e simbiotica della Forza Vitale Innata (MenteCorpoAnima) dell’essere umano con l’Organismo Tutto Ambiente. Ogni cosa ed essere vivente evolvono in armonia coerente solidale, sinergica e in biorisonanza, verso il comune Tao: “la Via verso la conoscenza e la virtù, alti fini dell’esistenza”. I pregiudizi e le false credenze transgenerazionali della malattia considerata individualmente e collettivamente come “brutto male incurabile” rappresentano il maggiore ostacolo per la vera guarigione.

Relazione

Le malattie croniche, degenerative e neoplastiche pelviperineali rappresentano la sfida per il “pelviperineologo olistico”, medico specialista del pavimento pelvico del futuro. Nell’aspetto “bioposturale” emerge l’“immagine” somatica ed emozionale migliore possibile che l’essere umano tenta di assumere e offrire, per l’adattamento – compromesso dinamico con l’ambiente; linguaggio “non verbale e sottile” del mentecorpo, emersione superficiale - strutturale della personalità profonda inconscia, per soddisfare l’innata esigenza di essere accettati e amati.

Il pelviperineo rappresenta un mirabile esempio di “sistema complex” biocibernetico aperto e in continuo “confronto” e scambio informazionale (riprogrammazione posturale - epigenetica continua) con l’ambiente; punto critico della “rete posturale fasciale globale”, in equilibrio dinamico con il “Tutto Essere Umano Ambiente”. Esso è regolato dalla Costante Posturale Pelviperineale (C.P.P.), entità ideale funzionale, determinata a sua volta dalla Costante Posturale Globale (CPG) e dalla Costante Biologica Spirituale Psico Neuro Endocrino Immuno Organica (C.B. SPNEIO), ovvero il biotipo - personalità.
Considerare le malattie riduttivamente e anacronisticamente come un semplice “nemico da combattere” e curarle solo con terapie sintomatiche e soppressive, compromette la possibile comprensione del loro significato profondo “biologico e saggio” e la terapia per una vera guarigione.
Necessario un cambiamento paradigmatico scientifico e filosofico della medicina e del sistema sanitario sociale per cercare di cogliere il vero significato, spesso nascosto nel subconscio, della “malattia” cronica disfunzionale e neoplastica, nella sua quintessenza (filogenetica, embriologica e ontogenetica), nella visione della “scienza umana olistica” e della fisica – medicina quantistica. Urgente è, in tal senso, una strategia nuova delle istituzioni sanitarie e universitarie. Necessario acquisire una nuova sintesi, moderna e aperta, delle varie strategie diagnostiche e terapeutiche convenzionali e non: “medicina unica integrata”, nel senso della condivisione strategica delle conoscenze delle varie tradizioni culturali occidentali e orientali scientifiche e filosofiche. La “Scienza Umana” come sapere multidisciplinare olistico che si occupa della salute eco biologica dell’”Essere Umano Ambiente”, nella sua imprescindibile unità - totalità.

Ogni medico dovrebbe conoscere le fondamenta della “complessità dell’essere umano – vita” che ha difronte. Bisogna capire prioritariamente, prima di ogni atto terapeutico, “che cosa curare”, nelle frequenti multiformi e plurisintomatiche sindromi cliniche complesse. Dopo di che esistono le particolari competenze tecniche specialistiche: chirurgiche e medico – farmacologiche sostitutive e integrative, per situazioni cliniche acute e gravi in emergenza e/o per organi gravemente compromessi. Le ricerche scientifiche della PNEI e della Medicina Olistica Biologica stanno dimostrando che la causa più grave delle malattie è la paura della malattia stessa (sindrome della paura)! Purtroppo si è radicato, nel nostro inconscio individuale e collettivo, la percezione emozionale drammatica e angosciosa della patologia come “brutto male cattivo e incurabile”; conseguenza di “sfortuna”, di improvvise e insensate “mutazioni genetiche”, mali ereditari, generico stress nutrizionale, ambientale e cause idiopatiche. In questo deleterio contesto psico ambientale il povero paziente diventa un semplice e derelitto “organo malato spersonalizzato”, indotto a precipitare in un baratro di paure senza fine e vie d’uscita!

L’impegno più importante e straordinario della comunità medico scientifica democratica (libera da condizionanti interessi commerciali), andrebbe profuso verso una “rieducazione socio sanitaria” per l’eliminazione delle “FALSE CREDENZE COLLETTIVE” transgenerazionali che anestetizzano e offuscano le menti. Questi “pregiudizi ereditari” (A. Einstein), fortemente fuorvianti sulle vere cause delle malattie croniche e neoplastiche, sono tramandati ormai da centinaia di anni, dalla cultura riduzionista medioevale da “caccia alle streghe” e si sono radicati profondamente nell’immaginario individuale e collettivo sociale – politico – sanitario.

Capire il significato della vita e della morte per comprendere la “malattia”: nuovo paradigma della Medicina Quantistica e BioLogica.

Secondo la Medicina Quantistica (Spaggiari – Trezza) che fa seguito al nuovo paradigma scientifico generale della fisica quantistica (Einstein, Plank) l’essere umano (come qualunque altro aspetto della realtà) è un “quanto energetico” generatosi dal Big Bang nella nascita dell’universo, come “schema frattale bioelettromagnetico”, successivamente condensatosi come materia, in evoluzione - riprogrammazione continua.

Ogni essere vivente rappresenta un nuovo “tentativo di adattamento” che si rinnova continuamente (nascita – morte – rinascita). Il big bang può essere paragonato alla nascita dell’essere umano (scoppio del follicolo primordiale); le tappe dell’evoluzione a quelle dell’ontogenesi, dal “verme d’acqua” all’embrione, fino al feto a termine. Ogni forma di materia è costituita dalla stessa struttura atomica ed energetica, quello che cambia è l’informazione primordiale universale insita in essa.

Tutti gli elementi dell’Universo (M - materia: pianeta, minerali, vegetali, animali, essere umano) hanno un’origine comune dall’EEnergia - Forza Vitale Primordiale” (Big Bang) che ha generato (13,7 miliardi circa di anni fa) l’“Organismo Tutto Universo”, in espansione – evoluzione “Bio Logica teleonomica” (C2: Entelechia, Tao - Via per la conoscenza, la virtù e per gli alti fini dell’Esistenza”).

L’Energia primordiale (E)s’identifica nella Forza Vitale Primordiale (Spiritualità – Anima Universale), presente in ogni forma di vita, guida - trait d’union per l’evoluzione armonica e coerente dell’Organismo Tutto Ambiente. La Materia (M) nel Corpo, “Es”, Inconscio Collettivo, hardware epigenetico, progetto comune della vita umana: Codici Biologici o Archetipi primordiali che sono la base della “memoria esperienziale e comportamentale” dello Schema Corporeo individuale e collettivo. Il Movimento - Espansione (C2) nella Mente, software dell’“Io razionale” - progetto di vita e pensiero conscio individuale. Espansione (C2) significa “movimento - evoluzione” (verso il Tao = Conoscenza - Virtù): l’essere umano è “condannato” a ristrutturarsi– riprogrammarsi per adeguarsi alle sempre nuove richieste dinamiche ambientali per la “sopravvivenza – evoluzione” migliore possibile. La mente razionale “Io Conscio” è l’epifenomeno variabile della struttura organica vitale, consolidata da miliardi di anni, avanguardia esplorativa nella vita – ambiente, il “faro che fa luce nel buio dello sconosciuto”, per nuovi tentativi di possibilità evolutive sperimentali.

Il “benessere – salute- saggezza” e il “malessere – malattia - disagio” non sono fenomeni antitetici, statici e separati, fortuna e sfortuna, ma facce inseparabili logiche di una stessa medaglia, della “dinamica Forza Vitale” (Chi, Energia).
La SALUTE - “gioia - nascita” (Eros – piacere – Yang – luce -positivo) e la MALATTIA - “dolore – morte” (Pathos – Thanatos –sofferenza – Yin – buio - negativo)non esistono separatamente, ma come funzioni opposte e solidali di una stessa realtà inseparabile. Fenomeni in continua e ineluttabile sintesi – antitesi, amore – odio, entropia – sintropia, disordine – ordine, malattia – guarigione. Dialogo costruttivo e ri – costruttivo della “mente – spirito in espansione globale” per la ricerca della soluzione migliore possibile per la sopravvivenza – evoluzione.

La malattia è il tentativo della Natura di guarire l’uomo.

(C.G. Jung)

La “malattia” non è e non va percepita come sfortuna o ineluttabile maledizione per un’improvvisa “pazzia cellulare” da improbabili cause generiche e genetiche, ma come “preciso disagio evolutivo -conflitto biologico”: risposta automatica della Costante Biologica SPNEIO per la sopravvivenza, “momento di conoscenza” (lotta – neoplasia o fuggi - ulcera), riprogrammazione - evoluzione biologica.

La “malattia” rappresenta lo strumento dell’evoluzione per ristrutturare – riprogrammare gli esseri viventi a nuove condizioni – necessità ambientali per l’adeguamento e la sopravvivenza evolutiva migliore possibile.

Riconsiderando la formula di A. Einstein (E=MC2, “M” (materia – cellule - corpo) è direttamente proporzionale all’energia primordiale “invariabile” (E), al contrario, è inversamente proporzionale a Espansione (C2 stress). Ne risulta che M = E/C2. In caso di recidivi conflitti biologici non superati, la massa conflittuale (C2) aumenterà in modo insostenibile a discapito del corpo - cellule (M) che, essendo inversamente proporzionale a essa, tenderà a ridursi, fin verso lo “0” (essendo E invariabile). Si ha, in definitiva, unaprogressiva tendenza all’immaturità cellulare di “M” (corpo – cellule), con ritorno alla totipotenza iniziale evolutiva) per la riprogrammazione - ricerca di una nuova soluzione (neo - plasia)!

Dal tipo di derivazione embrionaria e secondo la Costante Biologica SPNEIO, le cellule reagiscono (secondo i millenari Archetipi o Codici Biologici – Schema Corporeo) con diverse possibili modificazioni - soluzioni anatomo-istologiche funzionali ristrutturanti: proliferazione (neo – plasia) , necrosi – ulcerazione (ri – strutturazione previa eliminazione di tessuto non coerente) o arresto funzionale cellulare “in attesa di” e per “adeguare a” il mentecorpo a nuove funzioni–soluzioni possibili coerenti.

Il sintomo è il linguaggio conscio del nostro inconscio. L’ “Io” non è padrone nella sua casa”

(S. Freud)

Per capire il significato e lo “scopo” della fisiopatologia, per la sua gestione olistica e integrata dobbiamo intendere e distinguere le due fasi principali del decorso clinico dellamalattia – disagio”, per evitare incongrui e dannosi interventi terapeutici semplicemente soppressivi.
1ª fase subclinica conflittuale, simpaticotonica “ideoplastica”, di trasformazione - reazione alle nuove esigenze ambientali (conflitto attivo inconscio). Possono mancare sintomi chiari ed eclatanti.
2ª fase vagotonica post conflittuale, francamente sintomatica, di riparazione – trasformazione biostrutturale, infiammatoria; fase pericolosa iatrogena del possibile innesco della sindrome della paura come pregiudizio.

Nella prima fase (simpaticotonica) sono presenti vaghi sintomi mentali e generali, spesso inspiegabili e attribuiti a generico stress o stanchezza: collera, nervosismo, insonnia, malinconia, umore mutevole, cambiamento improvviso di “carattere”, pensieri “fissi”, rimuginio, rancore, perdita di peso corporeo per riduzione dell’appetito, sensazione di freddo (vasocostrizione). I sintomi locali scarseggiano.

La seconda fase (vagotonica) è la fase critica dall’infiammazione, con possibili eclatanti sintomi fisici: dolore, edema, ritenzione idrica, lesioni funzionali, sensazione di calore e sudorazione (vasodilatazione), ipotensione, ipotiroidismo. In questa fase, paradossalmente, possono migliorano i disturbi mentali (tono dell’umore). Con la risoluzione e il superamento del conflitto biologico (senza interferenze con terapie soppressive improprie) la C.B. SPNEIO riesce a trovare quasi sempre un nuovo e più avanzato equilibrio (riprogrammazione – trasformazione) con le richieste – esigenze ambientali.

La fase infiammatoria – vagotonica rappresenta il tentativo della Costante Biologica di riparazione strutturale e della possibile “restitutio ad integrum”, in una dimensione evolutiva “superiore”.
È in questa fase (sintomatologicamente critica) che risulta decisivo il supporto psicologico, organizzativo e la coordinazione delle varie figure mediche specialistiche per gestire con saggezza, sapienza e armonia, in modo INTEGRATO, eventuali reazioni organiche eccessive, squilibri tissuali, endocrini e cardio- circolatori acuti che necessitano di terapie mediche intensive e/o interventi chirurgici riparativi.
La fase sintomatica infiammatoria è quella più a rischio prognostico, poiché fa precipitare nella “sindrome della paura” del “brutto male” non sola la paziente, ma tutto il suo ambiente socio familiare (medici, familiari, amici e conoscenti). Si può innescare il circolo vizioso “paura - ulteriore conflitto biologico - nuova paura - nuovo conflitto biologico”. Reiterati conflitti psicobiologici possono determinare nuove neo - plasie (interpretate come metastasi), con continue recidive di alterne fasi simpaticotoniche e vagotoniche che aumentano in modo insostenibile la “massa conflittuale” per durata e intensità, portandola ad un punto di non ritorno.
Altro argomento fondamentale per una base culturale armonica per la medicina integrata, è chiarire il ruolo e il significato del Microbiota, ovvero l’ecosistema dei microrganismi saprofiti.

Microbiota: trait d’union rete globale “acqua – terra – aria - esseri viventi”

Un ruolo fondamentale nella fisiopatologia dell’essere umano è svolto dal Microbiota (ecosistema interno di microrganismi saprofiti eubiotici).
“Nella seconda metà del secolo scorso è stata scoperta la presenza dei microbi, fino ad allora ignorati. Siccome si era notata la loro presenza in tutti gli ammalati con infezione – infiammazione tissutale affetti da febbre, si è confusa la loro presenza con la responsabilità patogenetica” (G. Enderlein et al.).
L’equivoco ancora persiste: i microbi saprofiti (funghi, batteri e virus) sono ritenuti spesso la causa delle malattie. Secondo la medicina biologica, al contrario, i microbi fanno parte del nostro sistema ontogenetico e PNEI: “lavorano nelle fasi di riparazione delle malattie, (in concerto con il sistema PNEI) eliminando tessuti in disfacimento infiammatorio o in eccesso, detriti cellulari e tossine (fase vagotonica), inoltre concorrono alla “riparazione – ricostruzione dei tessuti, attivandosi nel momento della risoluzione della noxa patogena conflittuale, dopodiché ritornano inattivi, comportandosi come preziosi alleati agli ordini del nostro cervello” (A. Beschamp, G. Enderlein, R. G. Hamer).

Ogni specie microbica simbiotica (corpi colloidali, microzimi) può trasformarsi in varie altre forme e stadi di sviluppo vitale simili, in base all’ambiente (in particolare il ph) e alle esigenze dell’organismo (concetto di pleomorfismo di Enderlein).
Il MICROBIOTA rappresenta la “struttura di base vitale ancestrale” e il “trait d’union” di tutta la materia inorganica, organica vegetale e animale. I microrganismi saprofiti, convivono e sono presenti, da sempre, nei tessuti di tutti gli esseri viventi, potendosi trasformare dagli stadi inferiori ultramicroscopici (corpi colloidali) a quelli superiori più complessi (funghi, batteri, virus, mitocondri, citoscheletro), secondo le caratteristiche ed esigenze ecoambientali dell’”ospite – terreno”. Danno la vita (metabolismo, riparazione, guarigione) o la morte (apoptosi di un organismo non più utile e coerente all’organismo tutto ambiente. Queste considerazioni dovrebbero farci riflettere molto sull’uso incongruo di molte terapie soppressive, in particolare sull’abuso degli anti – biotici.

Giovanni Alvino
M.D. Azienda Ospedaliera Universitaria Salerno

www.ginecologiaolistica.it. gioalvino@icloud.com

Bibliografia essenziale
  1. A. Einstein. Il significato della relatività.Newton Compton. 1971. 2 ed.
  2. S. C. F. Hahnemann. Organon dell’arte di guarire. Red Edizioni. 2006.
  3. Spaggiari “Medicina Quantistica”. Ed. Tecniche Nuove. 2016.
  4. F. Capra. “Il Tao della fisica”. Adelphi. 1975.
  5. P. Bellavite. La complessità in medicina. Tecniche nuove. 2009.
  6. B. Lipton. Biologia delle credenze. Macro Edizioni. 2007.
  7. G. Enderlein. Bakterien – Cyclogenie. Ed. W. De Gruyter.
  8. A. Beschamp. La theorie du Microzyma e la systeme microbien. Ed. Nabu Press
  9. A. Jodorowsky. “La danza della realtà”. U.E. Feltrinelli. 2014.
  10. L. Renard “Di cancro si guarisce. Le insospettabili risorse dell’essere umano”. Edizioni Amrita. 2013.

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