Ginecologia Olistica
Centro Scienze Umane Olistiche Alvino
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Conflitto Esistenziale: la brace che brucia l'anima Genesi del Conflitto Esistenziale

PRIMO CORSO “MET È SUI” Ottobre 2023 - Maggio 2024 - IV seminario

La vita e ogni forma dell’esistenza sono epifenomeni del Tutto, Spirito o Mente Cosmica (Tao) e si manifestano attraverso il linguaggio della musica -  suono (vibrazioni). 

Se osserviamo ecograficamente l’embrione umano nelle sue prime settimane di sviluppo, vedremo un corpicino che somiglia a una piccola pallina che pulsa e che emette un suono, una frequenza (battito cardiaco fetale). Il corpo, l’essere umano si “edifica” intorno a questo organo che vibra. I sentimenti, le emozioni, le cellule sono tutte generate dalla musica delle vibrazioni energetiche del Campo Morfico Quantico.

Il feto comunica con l’ambiente attraverso la percezione delle vibrazioni sonoro - emozionali generate dalla mente - cuore della mamma e dalle sue attività viscerali organiche. A sua volta il feto influenza l’organismo materno attraverso l’emissione di sue vibrazioni fisiche - emozionali e con il passaggio diretto di sue cellule staminali e simbionti informazionali nel circolo ematico materno.

Dopo la nascita la voce materna e l’atmosfera emozionale dell’ambiente familiare rassicurano e guidano la vita del bambino, condizionando la sua eubiosi esistenziale e il suo fisiologico sviluppo psico fisico.

Il linguaggio sottile emozionale 

I bambini neonati percepiscono e interpretano le parole, i discorsi degli adulti e tutto quello che succede nell’ambiente, attraverso la percezione del significato sensoriale - emozionale sottile informazionale delle vibrazioni emesse da tutte le componenti ambientali, vegetali, animali e umani.

Contemporaneamente si delinea l’essenza e la personalità costituzionale e diatesica individuale che si completa al 90 % circa nel primo anno di vita.

I bambini giudicano l’ospitalità ambientale non in base al significato letterale - grammaticale del linguaggio che ancora, ovviamente, non conoscono, bensì per le proprietà intrinseche emozionali che emergono dal tono musicale - tipi di frequenze che “si nascondano” dietro le vibrazioni del linguaggio stesso (positive, negative, incerte, dubbie).

vibrazioni del linguaggio

Durante i nove mesi della vita intrauterina e nei successivi nove dopo la nascita, si costruisce e si delinea in gran parte la personalità costituzionale e l’eubiosi esistenziale individuale che ne caratterizzerà l’intera esistenza.

Ogni tipo di emozione, vissuto conflittuale, paure, frustrazioni e risentimenti percepiti dalla gestante durante la gravidanza, si trasmetteranno al feto, condizionandone il temperamento, carattere, essenza costituzionale e futura personalità.

Durante la vita fetale e la prima infanzia, il bambino è come una “spugna” che assorbe, elabora e metabolizza ogni emozione ed esperienze ambientale quotidiana. La sua straordinaria energia vitale vibra incessantemente cercando sintonie, complicità, nuove esperienze e consapevolezze per soddisfare la sua innata sete di conoscenza, perfezionamento evolutivo e ricerca di gioia nell’esistere.

Eventuali rifiuti, coercizioni, delusioni, malversazioni, ingiustizie, abbandoni subiti anche velatamente e subdolamente, diventeranno altrettante ferite che segneranno l’armonia del suo sviluppo PNEI, emozionale e caratteriale.




È in questa delicata e fondamentale fase della vita che si originano le principali radici del personale Conflitto Esistenziale, dello sviluppo dellarmatura caratteriale nevrotica e della patogenesi diatesica costituzionale.

Si creano dissonanze vibrazionali “mente corpo ambiente” che alterano il libero fluire dell’energia vitale, condizionando l’espressione e la maturazione delle potenzialità intellettive e antropiche.

Le ferite - cicatrici che ci si porta dentro, segregate nella soffitta dell’inconscio, sono sempre pronte a riemergere  e sanguinare dolorosamente al minimo richiamo invocato dalle delusioni, fallimenti e sconfitte della vita.
 
In gravidanza è particolarmente importante effettuare la MET (associata alla musicoterapia) per difendere o perlomeno limitare la trasmissione al  bambino delle vibrazioni tossiche ambientali e l’instaurarsi di un precoce ancorché iniziale fardello conflittuale.
 

Le basse frequenze “sporcano” la nostra madre matrice acqua” 

Il fardello del Conflitto Esistenziale emette basse frequenze, dissonanti e incoerenti per il libero scorrere dell’energia vitale e con l’armonia del Tutto Ambiente in cui viviamo. Tale stato regressivo emozionale emana un alone di vibrazioni lente, ostili, astiose che configurano un’aura tetra, funerea, lugubre che ci allontana proprio da quello che più cerchiamo: l’amore e comprensione, l’amore incondizionato, l’accoglienza e la solidarietà dei propri cari, della famiglia e della comunità umana e sociale in cui viviamo. 

Le false credenze e i pregiudizi ingannevoli cristallizzano l’elasticità mentale, la capacità critica e autocritica, provocando un ristagno di emozioni negative che impediscono il libero fluire dell’energia nel mentecorpo.

Il progressivo accumulo di tensioni traumatiche, vicissitudini, delusioni vissute con senso di impotenza,  specialmente nella prima infanzia, sedimentano nel cervello - anima contribuendo alla formazione di una progressiva personale  “massa conflittuale” che impedisce l’evoluzione fisiologica PNEI e la maturazione emotiva. Si genera una ferita nell’anima che rimane sempre subdolamente aperta, una “brace” che emana dolore e rischia continuamente di espandersi.

Il povero mentecorpo, come un pompiere, deve continuamente cercare di contenerla spegnendo i nuovi focolai di questo fuoco - ferita minacciosa, dissipando, però, progressivamente tutta la sua Forza Vitale.

L’individuo è costretto a costruire una palizzata come sistema difensivo, un guscio protettivo di credenze accettabili e rassicuranti  per circoscrivere e rendere  sopportabile questa “massa emotiva conflittuale inquietante ”che lo rende debole e insicuro.

In tal modo si genera il meccanismo patologico  più diffuso delle malattie  croniche: il “conflitto esistenziale in sospensione”. Una ferita latente cronica che non guarisce mai completamente, pronta a sanguinare e a risvegliarsi ogni qualvolta si vive una situazione conflittuale nuova simile o che in qualche modo la richiami.  

Il conflitto esistenziale sta alla base  delle “personalità ipocondriache”, depressive, degli ego narcisisti ipertrofici che si fanno scudo della loro armatura caratteriale nevrotica per difendere il loro sistema di credenze, per placare il dolore della loro “brace esistenziale” che brucia il cervello e l’anima.
 

Pensare positivo ? Pericoloso quanto le cure soppressive

Se il grido di dolore viene nascosto dalle nubi delle ombre scure della paura, la ferita rancorosa ti ringrazierà perché potrà nutrirsi infinitamente della tua linfa vitale. E quanto più essa riesce a incarnarsi nell’inconscio tanto più la povera e debole anima sprofonderà nella palude…

Solo abbracciando e accogliendo con umiltà l’Ego infantile e narcisista rancoroso… forse potrebbe rivelarsi possibile far riemergere l’anima dal fango paludoso del conflitto esistenziale. Ma reprimere e vivere perennemente nei ricordi dolorosi nel vortice dell’odio e del rancore, significa precipitare sempre più nell’abisso dell’angoscia del buio infernale. Vivendo nelle lente vibrazioni schizofreniche maniaco depressive si attirano sentimenti -  persone simili che alimenteranno a dismisura le nostre paure, senza più speranze di uscire dalla palude dell’odio.

Il dolore si può tramandare nelle varie generazioni, di madre in figlio: Conflitti Costituzionali Transgenerazionali, finché un membro della discendenza non trova il coraggio e la forza di opporsi e interrompere il malefico circolo vizioso.

Allorché le possibili variabili istanze, interrogativi e problematiche sociali, politiche, sanitarie si discostano,  anche di poco, dal sistema di credenze strutturale mentale così faticosamente costruite, emerge inconsciamente un perentorio e indiscutibile rifiuto a ogni loro possibile messa in discussione o innovazione. Tali individui sono capaci di ragionare e di muoversi solo nei limiti del loro stretto recinto emotivo strutturato da schemi comportamentali consolidati e guidati dai luoghi comuni imposti dalla propaganda della cultura riduzionista allopatica dominante. 

I pregiudizi e le false credenze si strutturano in circuiti neuro endocrini (associazioni dendritiche) in specifiche aree cerebrali (R. Penrose) creando una personale riduttiva visione della realtà cristallizzata, regressiva,  rinunciataria (schema corporeo patologico) cui è sempre più difficile discostarsi.
 

Costellazione schizofrenica maniaco depressiva

 Le dinamiche mentali emozionali patologiche determinano un immaturo sviluppo PNEI in particolare delle aree neuroendocrine  “del territorio” perinsulari della corteccia cerebrale temporale e uno squilibrio oscillatorio dei due emisferi. L’atteggiamento caratteriale ansioso depressivo genera un’attitudine mentale sintonizzata preferenzialmente verso l’insicurezza e la paura. Più siamo paurosi, ansiosi e tristi, maggiori sono le probabilità di fallimenti sociali, economici e relazionali.

Le personalità edificate su attitudini mentali regressive che rimuginano sulle loro ferite emozionali,  difficilmente entrano in risonanza empatica con persone realizzate e di successo, potendo sviluppare addirittura repulsione nei loro confronti. Al contrario possono essere attratte da  personalità simili depresse con cui possano condividere le loro frustrazioni e i sentimenti di odio – amore verso il prossimo.

Il tipo di personalità bipolare che questi individui sviluppano con gli anni, dipende dalla gravità e dal numero dei conflitti del territorio vissuti e accumulati nel cervello.

Che predomini lo stato maniacale o quello depressivo dipende in quale lato della corteccia cerebrale perinsualre si trova la massa conflittuale più grave nella fase acuta patologica, dalle particolari condizioni e vicissitudini ambientali. La condizione maniaco-depressiva può cambiare costantemente fino alla depressione o alla mania o può restare accentuata permanentemente in un lato. Una persona può anche essere maniacale e depressa allo stesso tempo. In questo caso la depressione è "colorata" con mania o viceversa, dando come risultato una condizione mentale perennemente tesa.

Nel momento in cui la persona si trova nello stato maniaco-depressivo attivo, lo sviluppo fisico della "malattia" nell'organo corrispondente si blocca, poiché s’interrompe la funzionalità neuroendocrina del cervello e la connessione cervello - organo. In tali casi non possiamo più “usare il corpo per guarire”

clownIl bipolare maniaco depressivo spesso maschera il suo malessere indossando una maschera comica clownesca, specialmente nella fase iperattiva maniacale. Cerca di anestetizzare la sua tristezza nel calarsi nel personaggio del clown che aiuta a lenire le sofferenze degli altri con la sua comicità, per far gioire, ridere. Ma in realtà sta cercando di gestire i suoi demoni inconsci che gli graffiano l’anima. Tutto quello che fa ridere rallegra e sospende il dolore.

  

Comico - maniaco e tragico - depresso sono due facce della stessa medaglia  patologica schizofrenica.

 “Nei clown fa ridere lelemento disumano e paradossale delluomo: pantaloni enormi, scarpe lunghissime e con la punta allinsù, mani guantate di bianco, enormi nasi rossi e trucco del viso esasperato. Voci animalesche, infantili e cattivi nel comportamento. Ce ne sono di due tipi: l’“Augusto” ingenuo, stupido, infantile e vagamente crudele. Il Bianco” con la faccia di marmo, feroce, cattivo e sempre temuto, spesso suona la tromba che è il simbolo del suo potere. I clown non sono mai delle donne che in quel ruolo non farebbero ridere, ma sarebbero delle figure patetiche

Paolo Villaggio (30 12 1932 –  03 07 2017)


maniaco e tragico


MET E CONFLITTO ESISTENZIALE
 

Il benessere è sinonimo di libero scorrere dell’energia vitale nel mentecorpo, della possibilità di molecole e atomi di “cantare e suonare” la melodia della vita in perfetta armonia oscillatoria col Tutto Ambiente e Spiritualità Cosmica.

Gli studi della neurobiologia quantistica hanno evidenziato che le idee, le convinzioni individuali, le emozioni, originano da oscillazioni di particolari aree focali cerebrali (circuiti associativi dendritici) diffondendosi poi simultaneamente come onde del mare sonoro (acqua matrice interstiziale) in tutte le cellule e organi. In definitiva ogni attività mentale e la coscienza stessa emergono come fenomeni vibrazionali, onde sonore di energia quantistica dall’insieme e inscindibile unità mentecorpo.

Uno degli obiettivi principali della Meditazione Trascendentale è di aiutare l’individuo a rielaborare le sue ferite emozionali rancorose profonde e liberare la mente da false credenze e pregiudizi che concorrono ulteriormente a cementificare il personale conflitto esistenziale e la massa di ingorghi emotivi che impediscono la fisiologica oscillazione coerente delle molecole, delle membrane cellulari e la libera circolazione dell’energia vitale.
 


La malattia? L’occasione per innalzare il livello di coscienza e ampliare gli orizzonti della propria esistenza! 

Andare oltre lo stantio e penoso rimuginìo del rancore, di tutto il dolore “che ci hanno arrecato” e del “male che ci hanno fatto”. E per farlo bisogna uscire dalle sabbie mobili della rinuncia, della condizione dl clown maniaco depresso, innalzare il livello della Coscienza, evolvere. 

Alzare lo sguardo al di là delle miopi vedute che ci incollano al metro quadrato della nostra poltrona, verso impegni, contatti e interessi forieri di nuovo entusiasmo.

 Se la mente riesce a concentrarsi sulla sua esigenza innata della “scoperta”, su nuovi interessi più elevati che suscitino entusiasmo, le vecchie problematiche appariranno automaticamente meno importanti e drammatiche. Si scioglieranno come neve al sole.

Quando riusciamo a elevarci cambia la visuale prospettica, il significato della realtà e possiamo finalmente liberarci dalla piccola gabbia in cui ci siamo chiusi e che chiamiamo “Io”.


La trappola della “coppia che scoppia”

La psicologia transazionale sottolinea l’importanza di un sano ed equilibrato rapporto emozionale nella coppia. La relazione amorosa dovrebbe fondarsi su un rapporto adulto-adulto. Prendersi cura autonomamente del proprio benessere, coltivare interessi e obiettivi propri e non aspettarsi soluzioni pronte offerte dal partner.
 

coppia che scoppia

L’amore dovrebbe essere soprattutto un’apertura mentale verso la conoscenza, l’emancipazione, la vita.

La sindrome della “gabbia” si determina quando il gioco relazionale scade quando ci si avvia nella direzione di un rapporto genitore-bambino.

Si cerca di anestetizzare le proprie frustrazioni, delusioni e dolori esistenziali rifugiandosi in uno stato regressivo infantile per richinare le attenzioni paterne o materne del partner. 

“Ognuno di noi è profondamente orfano poiché non c’è nessuno che può salvarci. Siamo noi a dover familiarizzare con la nostra angoscia che rappresenta una chiamata, qualcosa che ci permette di entrare in contatto con le nostre esigenze più profonde, con i nostri bisogni. Pensare di delegare la cura di noi stessi porta alla delusione e al fallimento”

(Jaques Lacan).
 

Malattie croniche: prigionie del passato

(Il segreto della guarigione) 

Le malattie croniche rappresentano conseguenze ed epifenomeni di profonde ferite sepolte nell’anima, amarezze di un’esistenza vilipesa, vissuta nella gabbia dell’odio – rancore e precipitata nella trappola del rimuginìo, senza vie d’uscite. Si ci ritrova bloccati e impotenti in un “istante infinito”, in una ferita che continua a sanguinare, senza saper interrompere l’emorragia che consuma inesorabilmente l’energia vitale. Disorientati, perduti, sconcertati senza più riferimenti di spazio e tempo.

L’anima tormentata cerca di ribellarsi a ricordi dolorosi sepolti e rimossi che la sprofondano sempre più nelle sabbie mobili della delusione e della paura; ma si è impotenti di fronte a un trascorso che non può essere più modificato. Non resta che tentare di svincolarsi dall’abbraccio mortale dell’odio rancoroso che avvelena e imprigiona nel passato, cercando di cambiare il presente attraverso una nuova visione più saggia della vita, rifondata dal perdono e dalla misericordia.

Le cellule del nostro corpo, il nostro “Es” non esistono semplicemente, ma piuttosto “tendono a esistere” in uno stato di “probabilità”, in riprogrammazione – evoluzione continua, pronte a morire, rinascere, modificarsi per adeguarsi a nuove responsabilità ed esigenze. Siamo come una nuvola invisibile di energia pronta a “collassare”, a materializzarsi se e quando finalmente riusciamo a capire, elaborare, ritrovare la “Via della virtù” e della conoscenza che ci suggeriscano le risposte agl’interrogativi e ai dubbi che lacerano la nostra anima.

La Volontà dovrebbe aprirsi finalmente al dialogo, intavolare la discussione col proprio inconscio, sdraiata tranquilla nella poltrona della propria Coscienza, l’unico luogo adatto per trovare soluzioni e risposte ai quesiti che la vita ci pone. Capire finalmente quali sono i veri ostacoli e le reali soluzioni per la guarigione delle ferite sanguinanti.

Scoprire i segreti del proprio dramma, acquisire la “consapevolezza” e i destini della propria vita significa finalmente iniziare (o ritornare) a “esistere” e incamminarsi finalmente verso la Via dell’emancipazione e della conoscenza.

Ogni sintomo rappresenta un’informazione, un segnale della nostra anima che attraverso reazioni infiammatorie, genetiche, parenchimali, cardiocircolatorie e microcircolatorie tenta di metterci in condizione di capire, di adattarci per vivere e sopravvivere in sincronia – armonia col Tutto. 

Il nostro benessere dipende quasi esclusivamente dalla capacità di acquisire la consapevolezza del “significato biologico ed evolutivo della vita”, in piccolissima parte a tutto il resto.

Il mentecorpo è uno scienziato che sperimenta incessantemente la vita per scoprire e imparare i suoi misteri e trasmetterli all’organismo Tutto, cui indissolubilmente appartiene.

 

Giovanni Alvino

06/02/2024

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