Ginecologia Olistica
Centro Scienze Umane Olistiche Alvino
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Dispensa Seconda Corso MET è SUI

Premessa

Queste riflessioni sulle malattie “infettive” e sul ruolo patogenetico dei batteri, funghi e “virus” (in realtà esosomi), scaturiscono da anni di studi, ricerche e osservazioni cliniche su varie patologie infiammatorie acute e croniche, in particolare uroginecologiche. La lunga esperienza ospedaliera in questa specialistica mi ha permesso d’indagare migliaia di pazienti con patologie acute e croniche del sistema urogenitale: prolassi urogenitali, incontinenza urinaria, dolore pelvico cronico, dispareunia, disfunzioni sessuali, cistiti acute, croniche e interstiziali (da E. Coli in particolare), cervico vaginiti anche HPV correlate, verificando i grandi limiti delle terapie mediche e chirurgiche convenzionali.

Terapie reiterate con antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi, antivirali, antispastici, antistaminici, neuro regolatori, tecniche chirurgiche (conizzazione della cervice uterina per le displasie e DTC nelle ulcere di Hunner nelle cistiti interstiziali), instillazione endovescicale di glicosoaminoglicani, ac. ialuronico e condroitina, si sono rivelate spesso inefficaci e insufficienti. Una delle conseguenze più gravi dell’abuso scriteriato dei farmaci chimici è l’induzione all’antibiotico resistenza CWD (Cell Wall Deficient) correlata, di molte specie batteriche (in particolare l’E. Coli). Sottolineiamo il malessere, spesso devastante, vissuto da molte pazienti affette da cistite cronica interstiziale, costrette finanche all’uso di antidepressivi, analgesici maggiori (morfina) e a terapie invasive come neurolisi e neuro modulazione sacrale. Tutte le patologie croniche disfunzionali uroginecologiche, in particolare della vescica, hanno rivelato caratteristiche biopatografiche comuni: conflitti psicobiologici “di territorio” e sofferenza dell’ecosistema del microbiota - tessuto linfatico associato (MALT).

Lo scopo di questo lavoro è avviare un’importante, profonda riflessione e revisione, priva di pregiudizi, sul vero ruolo dei microrganismi (funghi, batteri e cd virus) nelle patologie in generale, nelle patologie uroginecologiche e in quelle respiratorie, considerato il particolare momento storico che viviamo. Capire la dinamica vitale della fisiopatologia della Scienza Umana Integrale in armonia con l’ambiente è “conditio sine qua non” per esercitare, in scienza e coscienza, l’arte della medicina, al di là di ogni metodologia e filosofia terapeutica scelta.

Introduzione

Il momento storico politico – sociale sta assumendo aspetti sempre più drammatici e inquietanti per il futuro del benessere del “sistema uomo ambiente”. La comunità della scienza - medicina naturale e olistica rappresenta una delle poche voci scientifiche ancora libere e punto di riferimento essenziale della società civile nell’attuale dilagante “pensiero unico” scientista sostenuto dalla grande industria farmaceutica e dall’establishment politico – finanziario. Necessario evitare inutili e sterili polemiche tra sostenitori e avversari delle terapie allopatiche e naturali, omeopatiche, chimiche e fitoterapiche per partito preso, riportando la discussione nell’alveo della scienza libera e obiettiva che mira alla conoscenza della fisiopatologia per il benessere degli esseri umani. Va fatto un approfondimento alla luce della PNEI e della biologia moderna del significato e del ruolo dei virus, batteri, funghi e dell’ecosistema Microbiota nella fisiopatologia umana.

Scienza Umana Integrale

Essere terapeuta olistico nella sua quintessenza rappresenta un’aspirazione ideale verso l’arte della conoscenza, nella consapevolezza dell’umile fragilità umana, primo passo verso la saggezza diagnostica e terapeutica. La “MET - Scienza Umana Integrale” non è un semplice metodo terapeutico, ma “una scelta di vita” verso un nuovo paradigma culturale scientifico olistico che considera gli esseri umani e tutte le forme di vita una realtà energetica unica. La “salute – malattia” sono due momenti inseparabili della stessa dinamica evolutiva Yin - Yang.

Indispensabile una profonda riflessione scientifica della fisiopatologia alla luce delle nuove conoscenze della PNEI e biologia quantistica. Il “Microbiota” non va inteso solo come “ecosistema microbiologico delle mucose” ma come “matrice energetica staminale simbionte”, componente strutturale primario della sostanza fondamentale delle varie specie viventi, umana, animale e vegetale.

Il Microbiota rappresenta la matrice, “rete funzionale unica coerente bioelettromagnetica” che sta alla base dell’esistenza e della sinergia simbiotica tra tutti gli esseri viventi in armonia con l’ambiente. Il nuovo paradigma della “Scienza Umana Integrale” si avvale delle conoscenze della PNEI, della patobiografia conflittuale psicobiologica, della medicina - biologia quantistica, delle antiche conoscenze della Medicina Tradizionale Cinese, Vedica, Egiziana e in generale di tutte la saggezza millenaria olistica. La “malattia” va riconsiderata come strumento fondamentale per l’evoluzione del “Tutto Essere Umano Ambiente Pianeta Terra” in sinergia e dipendenza con la Mente Cosmica, verso i comuni “alti fini dell’esistenza”.

CAPIRE È INIZIARE A GUARIRE!

Benessere e salute vuol dire ritrovare l’armonia con l’ambiente, l’aria, l’acqua, il cibo, l’amore … che ci fa riscoprire il senso dell’Esistenza nella virtù - conoscenza e vibrare in coerenza col Tutto. La vita è vibrazione coerente di membrane. La nostra normale fisiologia dipende dalla capacità dei nostri organi, tessuti, cellule, membrane, molecole, atomi , fotoni, suoni, quanti energetici… di vibrare - oscillare coerentemente e armonicamente per permettere il realizzarsi della “vita”. Ogni tipo, specie, individuo ed essere vivente ha un proprio “dominio di coerenza” di oscillazione della sua struttura energetica di base.

Siamo “membrane oscillanti” che si parlano attraverso le vibrazioni e le emozioni che esse sottendono ??

Rimani in basso nelle lente oscillazioni delle miserie dell’ego narcisista, distopico, ignorante e bruto, attaccato all’avidità del possesso, alle false credenze e all’ipnosi della tv, giornali, paure, mascherine, covidiotismi ... e tutto ti ammalerà ?? . I veleni fisici e psichici, sopratutto quelli mediatici, sono “informazioni” velenose contagianti per mezzo delle patologiche basse vibrazioni irradiate. A esempio la recente (e ancora in atto) “infodemia corrosiva mediatica covid” diffonde una bassa e patologica frequenza vibrazionale di 5.5 hz, capace di “impregnare” gli esseri umano, corrompendo l’armonia delle vibrazioni fisiologiche cellulari, molecolari e quantistiche.

Come possiamo difenderci? Spegnendo la tv ed evitare la compagnia dei tossici morti viventi vittime del satanico Super Io dittatoriale. Tutti i cd virus (basse vibrazioni elettromagnetiche parassite patologiche) si annullano allorché entrano a contatto con esseri viventi in domìnii di coerenza cellulare sopra i 25.5 hz. Più le nostre vibrazioni biologiche sono alte, meno potremo essere “contaminati” da quelle basse patologiche. L’intervallo fisiologico della frequenza complessiva di un organismo umano in salute è compresa tra 62 e 72 Hz. In tali condizioni funzionali basali anche eventuali potenti condizionamenti mediatici psicopandemici e infodemici possono al più determinare un lieve squilibrio del campo elettromagnetico umano che si può tradurre in un semplice raffreddore o lieve influenza. Carlo Ventura, direttore del laboratorio di biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali presso l’istituto di cardiologia dell’università di Bologna, in stretta collaborazione con Università della California: “Le cellule, come tutto l’universo, vibrano e, facendo ascoltare le giuste frequenze alle cellule staminali, queste ultime possono essere istruite per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione può dunque innescare la guarigione”. 

Ernst Chladni (1756-1827), padre della Cimatica, ha dimostrato scientificamente come le vibrazioni modificano la materia. Ha osservato che ogni frequenza induce la materia (sabbia e acqua negli esperimenti della Cimatica) a strutturarsi secondo una precisa forma che è diversa per ogni frequenza. Essendo quindi il nostro corpo composto per almeno il 70% di acqua, le sue molecole risponderanno in maniera diversa a seconda della frequenza da cui sono attraversate. La cimatica è stato il ponte di collegamento per comprendere la sapienza vedica che parla del suono creatore OM e la frase biblica “In principio era il Verbo” e la tesi - pensiero di Pitagora che sosteneva che “la geometria delle forme è musica solidificata“. Masaru Emoto è diventato famoso per aver fotografato i cristalli di acqua congelata dopo essere stata sottoposta a determinate frequenze e vibrazioni, mostrando come l’acqua è in grado di formare strutture cristalline armoniche o caotiche, in risposta ai vari tipi di vibrazioni. Fabien Maman, Carlo Ventura e molti altri ricercatori della fisica e della medicina quantistica ritengono che le cellule cancerose e quelle sane hanno frequenze sonore differenti.

È possibile far ritornare nella salute le cellule malate stimolandole con la MET associata alla recita del mantra Om, intonato con le vibrazioni armoniche musicali della nota “Do”, in particolare, il primo suono primordiale che ha caratterizzato la nascita dell’Universo. Con la MET associata alla recita dei mantra e al rimedio omeopatico costituzionale “simillimum” si facilita la ripresa della coerenza vibrazionale e funzionale tra le membrare cellulari umane e quelle cosmiche, fonte di energia e benessere assoluto.

Royal Raymond Rife e Georges Lakhovky (1926) affermarono che molecole, DNA, cellule, tessuti e organi funzionano come piccole e infinite stazioni radioriceventi che risuonano con le onde elettromagnetiche alla loro frequenza di risonanza. Se le cellule sono displasiche, distrofiche e malate vibrano a una frequenza diversa da quella naturale. Il fisico tedesco Fritz Albert Popp ha dimostrato in laboratorio come qualsiasi organismo vivente sul pianeta terra è in grado di emettere quantità seppur minime di frequenze luminose.

Queste frequenze sono alla base della comunicazione cellulare e permettono il coordinamento dei processi fisiologici e della crescita cellulare. In modo analogo, alla base delle malattie vi è l’interruzione o l’alterazione delle frequenze emesse dalla cellula. Tantissimi scienziati, pensatori e filosofi contemporanei e antichi, affermano lo stesso principio di fondo: la frequenza è l’essenza della vita, la chiave della guarigione e della malattia. Il Dott. Pier Mario Biava, che lavora sulla riprogrammazione cellulare, afferma che le cellule tumorali sono cellule staminali mutate perché private della frequenza per lo sviluppo differenziale normale. Bisogna considerare che la maggior parte di noi vive quotidianamente in condizioni di distress e difficoltà emotive che abbassano la frequenza di base del mentecorpo. Quindi dovremmo regolarmente alzare la frequenza del corpo con la MET, evitando preventivamente di precipitare a un livello troppo basso, pericoloso per la salute.

Quali sono le vere cause delle malattie?

Le patologie hanno tutte origini dalla perdita dell’armonia vibrazionale del personale “dominio di coerenza biologico”. Le cause delle basse vibrazioni - squilibrio energetico derivano da vissuti conflittuali biologici acuti, cronici (che si alimentano dal conflitto esistenziale di fondo) e transgenerazionali. In tali condizioni le sensazioni - emozioni negative che possiamo avvertire sono tantissime:

  • stanchezza cronica inusuale,
  • paura accompagnata da tensione
  • ansia,
  • provare sentimenti di rabbia, odio, insoddisfazione, mal di vivere,
  • sintomi neurovegetativi persistenti (tachicardia, extrasistoli, insonnia, tremori, vertigini, dispepsia, dolori articolari e muscolari, irregolarità mestruali, dispareunia, sterilità inspiegabile)

La MET: vera terapia preventiva

Dedicando assiduamente una parte della nostra giornata alla meditazione possiamo prevenire la stragrande maggioranza delle malattie. Per questo dovremmo stimolare le nostre vibrazioni a stabilizzarsi in livelli i più alti possibili ed evitare condizionamenti e contaminazioni tossiche mediatiche e relazionali.

Attualmente la frequenza media del nostro pianeta Terra è intorno ai 27,4 hz, tuttavia ci sono molti luoghi disergici dove si generano livelli di frequenze molto più basse, in particolare negli ospedali (specialmente reparti lungodegenza), case di cura per anziani, ambulatori assistenziali di ASL e ospedali, alcuni tipi di studi medici, comunità terapeutiche autoritarie e disumane, carceri, luoghi d’intrattenimento dove si abusa di alcol e musica “odiometal” ad alto volume.

In tutti questi luoghi e tipi di situazioni le vibrazioni sono stabilmente fissate intorno a frequenze di 20 hz o meno.

Ricordiamo che ogni manifestazione della vita è una risultante di una vibrazione altissima. I pianeti viaggiano nello spazio (espansione) a una velocità pari o superiore a quella della luce!

Gli elettroni intorno al nucleo vibrano da una velocità di circa 3 mila km al secondo fino e più a quella della luce(300 mila Km circa al secondo).

Vediamo quali sono sensazioni angoscianti, sentimenti negativi e vissuti conflittuali che generano vibrazioni particolarmente pericolose e potenzialmente patologiche:

  • dolore per una malattia presunta o reale (0,1 - 2 hz),
  • paura, conseguenze di chiusure e limitazioni della libertà,
  • coercizioni, minacce di epidemie, di guerre, di presunti cambiamenti climatici
  • … e persecuzioni dei mass media di ogni tipo (0,2 - 2,2 hz),
  • situazioni ambientali, familiari, lavorative, sociali in cui si è costretti a convivere con persone false, ambigue, prepotenti …
  • irritabilità e ansia cronica, esclusione sociale (0,9 - 6,8 hz), ambienti rumorosi - frastuoni (0,6 - 2,2 hz), sentimenti eccessivi di orgoglio egoico narcisista (0,8 - 1,9 hz), sensazione di essere abbandonati, solitudine, perdita del lavoro, difficoltà economiche (1,5 hz).

Invece le situazioni e condizioni di vita con sentimenti e vissuti emozionali gratificanti e positivi che generano salute e benessere sono: generosità, empatia 95 hz, sensazione di accoglienza, di grazia dello spirito, compassione 150 hz, amore per il prossimo e per tutti gli esseri viventi 150 hz, amore incondizionato e universale 205 hz e oltre. Preghiera - meditazione: vibrazioni dai 120 ai 350 hz.

Benessere significa entrare in sintonia vibrazionale con i sentimenti d’amore incondizionato, vero(raro), con l’amicizia senza calcoli (e non per il “do ut des”), VIBRARE in frequenze ALTe, perseguire “VIRTUDE” e conoscenza - scoperta , uscire dalle gabbie dei vissuti tradizionali di rapporti interessati al tornaconto dell’Ego narcisista paleoencefalico.

Perdonare, perdonarsi, benedire, sorridere, giocare, dipingere, cantare, ballare, meditare, camminare nella bellezza dei nobili sentimenti e della natura mare - monti, nel sole, attività fisica costante, nutrirsi con cibo naturali (semi, cereali, legumi, frutta e verdura), bere molta acqua.

Concetto di Terreno Ambientale Costituzionale

I batteri procarioti (= senza nucleo) sono stati i primi esseri viventi complessi apparsi sul nostro pianeta, trasformatisi progressivamente in ulteriori organismi più evoluti, eucarioti (= con il nucleo), fino all’attuale Homo Sapiens, portando e conservando in sé (DNA) le informazioni della storia adattativa - evolutiva di miliardi di anni. Ogni “territorio - ambiente - comunità” possiede le sue caratteristiche eubiotiche organiche e funzionali locali specifiche, tanto più differenti, quanto più geograficamente, filogeneticamente e socialmente distanti tra loro. L’essere umano è “fatto” di microrganismi saprofiti: organismi primordiali simbionti, cd corpi colloidali, matrice primordiale da cui derivano tutti gli altri. A seconda delle nostre necessità PNEI e metaboliche i simbionti, per aiutarci, evolvono e si differenziano in funghi, micobatteri, batteri, esosomi (chiamati virus, ma in realtà vescicole e “pezzi” di batteri), prioni (elementi vitali più piccoli degli esosomi , costituiti da soli aminoacidi, senza materiale genetico).

Per ogni cellula umana si calcola esserci almeno 10 microrganismi (G. Enderlein). In un grammo di terra fertile si contano circa 100 milioni di batteri vivi (L. Perrin). Siamo come “immersi” in un mare di microrganismi, dentro e fuori di noi, perennemente in contatto e in cooperazione con miliardi di particelle vitali, mediante l’aria che respiriamo, i cibi, l’acqua e con tutto ciò con cui veniamo a contatto. Come possiamo ancora considerare valida la visione allopatica riduzionista che ritiene i microbi “nemici” da combattere, quasi sempre? In realtà i microrganismi saprofiti sono la nostra rete vitale strutturale di base, la matrice - memoria ancestrale, custode dell’evoluzione, uno straordinario sistema integrato de sistema PNEI - Ambiente. Il loro interesse - benessere coincidono con il nostro. Sta a noi conservare il nostro corpo nelle condizioni fisiologiche migliori possibili per offrire un “alloggio” ottimale in prima classe, ai nostri “illustri ospiti”, per l’irrinunciabile cooperazione e simbiosi mutualistica.

Il Microbiota saprofita interno dell’essere umano sta in risonanza - interelazione con quello esterno - ambientale eubiotico, opportunista e integrato in altri esseri viventi (animali, piante), in un continuo interscambio informazionale e dialogo evolutivo - adattativo. L’essere umano può essere “contaminato” accidentalmente da nuove specie di microrganismi dissimili al proprio ecosistema microbiota, con caratteristiche epigenetiche differenti, provenienti da ambienti filogeneticamente lontani, oppure espressione di cattività - disbiosi ambientali in conseguenza di guerre, conflitti acuti e cronici territoriali, distruzioni, carestie, bruschi cambiamenti climatici, crisi socioeconomiche politiche, inquinamenti ambientali chimici tossici. In tutti questi casi sono possibili “crisi di 8 adattamento”, di rigetto, alle nuove caratteristiche vitali ambientali anche acute, gravi e croniche, fino alla morte delle popolazioni stesse, se incapaci di adeguarsi e riprogrammarsi ai nuovi stimoli ed esigenze provenienti dall’ambiente esterno in cambiamento o evoluzione. Cioè per stare bene in un ambiente dobbiamo adattarci al suo microbiota peculiare.

In realtà le cosiddette “epidemie – pandemie - endemie” di qualunque genere ed epoca storica , trovano sempre una risposta biologica razionale in conseguenze di crisi ambientali, socio economiche, povertà e miserie, conflitti e psicosi collettive, discrasie e disparità sociali, promiscuità, scarsa igiene, angoscia da assedio o invasione. Tutte queste condizioni sprofondano le persone nella paura angosciosa, ansia, depressione, pessimismo, perdita delle speranze e certezze, debilitando gravemente la salute psico fisica, le capacità reattive – adattative PNEI e la “voglia di vivere”. Come per il meccanismo dell’apoptosi somatica umana, morte programmata di cellule non più utili e coerenti al benessere globale di quell’organismo (cellule distrofiche - disfunzionali, etero - displasiche, inquinate), vi è un corrispondete meccanismo di apoptosi geografica da parte dell’Organismo Tutto Ambiente che si libera di “cellule discrasiche” incoerenti e deleterie. Intere aree geografiche (con i loro abitanti anche umani) inquinate, tossiche, incoerenti che minacciano la salute globale della Genosfera, Organismo Tutto cui apparteniamo e con cui dobbiamo fare inesorabilmente i conti, possono essere “eliminate”.

La diatriba storica dei virus

Nell’accezione comune della medicina allopatica nella parola “virus” s’identificano una miriade di sostanze velenose, microrganismi virulenti pericolosi, viventi e contagianti, in grado di provocare malattie infettive acute, neoplastiche e disfunzionali croniche. La vecchia scuola microbiologica sostiene che i virus sono “parassiti obbligati”, ma in grado di sopravvivere, per un certo periodo di tempo, al di fuori di cellule ospiti. Generalmente sono considerati microrganismi parassiti, poiché non possiedono una propria membrana esterna, capacità metabolica (enzimatica), respiratoria, energetica e riproduttiva. La loro presenza può essere dimostrata solo indirettamente mediante reazioni anticorpali.

In realtà “non sono mai stati osservati come organismi viventi
(A. M. Baker).
“I virus non sono mai stati isolati in vitro come entità autonome viventi, non hanno la capacità di modificare o condizionare il sistema vitale che li ospita (Guyton’s Medical Textbook). La loro particolare proprietà, come sostenuto dalla vecchia scuola, sarebbe quella di potersi integrare nel materiale genetico 9 cellulare e mitocondriale ospite e condizionarne in tal modo l’attività organica e funzionale. Dobbiamo porci la domanda: ma queste particelle organiche costituite da un “pezzo” di DNA o RNA circondato da materiale proteico (capside) definite “virus”, cosa sono in realtà? Elementi esterni ed estranei che penetrano accidentalmente nel nostro organismo? Prodotti di degradazione metabolica interna, parti di cellule o di batteri in disgregazione - apoptosi? Particelle organiche cellulari informazionali per la comunicazione interna ed esterna tra corpo e ambiente?

Necessario riesaminare la fisiopatologia umana e la dinamica somatica evolutiva per trovare delle risposte valide ed accettabili. Nel nostro organismo vi è un’incessante ricambio strutturale somatico globale, dalla nascita fino alla senescenza e la morte. Le cellule staminali di ogni organo e tessuto, si moltiplicano senza sosta per generare cellule giovani e sostituire quelle invecchiate ed usurate che vengono eliminate.

Le cellule “invecchiate”, displasiche, distrofiche, post infiammatorie non più in coerenza con le necessità e l’equilibrio PNEI generale dell’organismo, vengono eliminate direttamente col meccanismo emuntoriale del drenaggio oppure mediante l’apoptosi (prima “digerite” dai lisosomi, frammentate in microparticelle e poi eliminate coi sistemi di drenaggio) e sostituite da cellule più giovani. La fisiologia ci insegna che attraverso i meccanismi di drenaggio emuntoriale, vengono eliminate dai 300 milioni a mezzo trilione circa di cellule del nostro corpo ogni giorno, a seconda del nostro stato generale metabolico (infiammatorio, distrofico, dismetabolico, traumatico, tossico).

Considerando che l’intero organismo possiede dai 75 ai 100 trilioni circa di cellule e che ciascuna delle quali a sua volta contiene migliaia di mitocondri (fino a 30 mila nelle cellule muscolari), possiamo renderci conto dell’enorme quantità di sostanze di scarto e di trasformazione organica cellulare somatica tra cui pezzi di cellule e di mitocondri con materiale genetico che vengono eliminate ogni ora e ogni giorno. I mitocondri sono organismi autonomi viventi all’interno del nostro citoplasma cellulare; derivano da alfa proteobacteri primordiali e posseggono un proprio DNA e metabolismo autonomo. Ogni cellula e mitocondrio in disfacimento strutturale contengono un’enorme quantità di materiale genetico custodito da ben definite membrane che non sempre vengono frammentate e digerite completamente dai lisosomi.

Tutti questi materiali “di scarto” drenati nella matrice interstiziale e da qui nei vari organi emuntoriali, li ritroveremo sistematicamente negli esami diagnostici di laboratorio: biopsie, culture ematiche e delle secrezioni, tamponi delle mucose. Allorché, per esempio, si effettua un semplice tampone delle mucose delle prime vie aeree, sicuramente verranno individuati nei vetrini (all’osservazione microscopica) una gran quantità di “pezzi” di cellule e mitocondri post infiammatori, frammenti di DNA e RNA e materiale di scarto che viene continuamente drenato all’esterno da tutte le strutture e organi di drenaggio, tra cui anche le mucose delle vie aeree. “La matrice con la sua “sostanza fondamentale” rappresenta il trait d’unione tra tutti gli organi (fascia connettivale unica): un vero e proprio “organo” che permette all’organismo di eliminare tutte le sostanze tossiche e di degradazione metaboliche e conservare la salute” (M. Bienfait). Normalmente la matrice riesce, mediante i processi di elaborazione – digestione metabolica, a eliminare i prodotti di degradazione infiammatoria, le mucoproteine, le glicoproteine, alternando fisiologicamente gli stadi “sol” – “gel”, fino a un certo limite.

Nei casi in cui questi prodotti di scarto sono eccessivi si ha un sovraccarico della matrice, alterazione del ph (acidosi), perdita della capacità drenante, alterazione del ritmo delle fasi “sol-gel” con tendenza all’impregnazione – gelificazione, alterazione della crasi ematica e della micro circolazione. L’infiltrazione infiammatoria può interessare anche le strutture polmonari bronco - alveolari con alterazioni degenerative dell’epitelio alveolare e di quello capillare vascolare (necrosi fibrinoide) con conseguente formazione e accumulo di fibrina, trombosi e ischemia. Da queste considerazioni nasce il forte dubbio della reale esistenza dei così detti “virus” come ci hanno fatto credere nelle aule universitarie.

Il materiale cellulare che si osserva al microscopio che “muta sotto i nostri occhi” (L. Montagnier, a proposito dei “virus” dell’AIDS) e che chiamiamo erroneamente virus, non sono altro che parte di queste infinite sostanze di scarto tissutale, cellulare e mitocondriale che ogni giorno vengono eliminate col meccanismo del drenaggio. Non appare più condivisibile e sostenibile la visione antiquata riduzionista della microbiologia allopatica che considera i virus solo come particelle velenose e contagiose.

In realtà i virus non sono microrganismi, né tantomeno vivi, ma solo un’infinita varietà di frammenti cellulari e mitocondriali di scarto, elementi privi di qualsiasi forma di vita, pezzi di DNA o RNA avvolti da lipoproteine citoplasmatiche che ogni giorno gli esseri umani eliminano col meccanismo incessante del drenaggio, funzione fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi. La loro presenza per svariatissimi situazioni fisiopatologiche può evidenziarsi in quantità anche elevate nelle secrezioni organiche. In particolare in occasione di: 

  • un inquinamento della matrice interstiziale per abusi voluttuari, alimentari, droghe, sostanze chimiche, idiosincrasie,
  • una condizione clinica dismetabolica o post infiammatoria, febbre, influenza (!),
  • esonerazione di prodotti di degradazione tissutale post traumatiche e chirurgiche,
  • scarto infiammatorio in generale del meccanismo della commutazione vegetativa di Hoff che agisce in sinergismo col sistema immunitario - PNEI. In caso di malattie acute, croniche, disbiosi, acidosi metabolica, tossiemie, parassitosi, intossicazioni chimiche o da veleni vegetali, queste sostanze di scarto aumentano proporzionalmente alla gravità delle condizioni cliniche.

“Le fotografie che asseriscono di mostrare i virus in azione sono vere e proprie frodi: ciò che mostrano in realtà è un ordinario processo fisiologico di fagocitosi che avviene innumerevoli volte ogni giorno all’interno del corpo” (Arthur M. Baker). I microrganismi (batteri, funghi, “virus”) che si osservano nelle ferite, infiammazioni, infezioni sono da considerarsi una causa o una reazione di riparazione in conseguenza della patologia locale? Immaginiamo che un alieno venga sulla terra per la prima volta nella sua vita e occasionalmente osservi una serie di incendi in luoghi diversi e distanti tra loro. Questo extraterrestre nota che in ogni sede dell’incendio sono sempre presenti delle persone con lo stesso aspetto, con il medesimo abito (divisa da pompiere), oltre ad altre persone vestite differentemente (folla di curiosi). Facilmente l’alieno potrebbe dedurre che gli autori degli incendi siano i pompieri, considerato la loro immancabile presenza sul luogo del “delitto”.

Allo stesso modo l’osservazione acritica riduzionista microbiologica, osservando sempre nelle varie preparazioni istologiche, citologiche e culturali nelle varie malattie infiammatorie e neoplastiche la presenza di “virus”, batteri e funghi, realizzano l’equivoco storico della patogenesi come conseguenza di aggressioni, contaminazioni, infezioni da parte di microrganismi “cattivi”! Ma, in realtà, i microrganismi sono paragonabili ai “pompieri”, (muratori, spazzini) e sono sempre presenti per riparare, curare, spegnere l’incendio, ricostruire (l’infiammazione), non per provocare la malattia! Essi fanno parte della “rete PNEI – sistema della grande difesa” per la protezione dell’organismo, per eliminare tossine, cellule displasiche, sostanze e strutture estranee, non self, nella fase neurovegetativa vagotonica di autoriparazione cicatriziale post infiammatoria! Come avremmo fatto a riparare le ferite e sopravvivere da milioni di anni finora?

L’equivoco e falso storico delle malattie causate dai virus contagiosi è un mito da sfatare! Le vere cause delle malattie e delle epidemie sono conseguenze di psicosi collettive (infodemie)  conflittualità acute e croniche, paure e conflitti personali, familiari e ambientali, lutti consci e inconsci non elaborati, tossine fisiche e psichiche emozionali, stili di vita comportamentali e nutrizionali scorretti, sedentarietà, abuso di farmaci e sostanze chimiche, terapie soppressive sintomatiche reiterate.

Il contagio è uno dei miti della medicina (allopatica riduzionista), poiché le scorie tossiche non possono essere trasmesse da un corpo all’altro attraverso il normale contatto. Le malattie contagiose sono un’invenzione, poiché nessuno può passare ad altri la sua malattia, non più di quanto possa trasmettere la propria salute”. (“La Teoria dell’origine virale delle malattie” Arthur M. Baker - Estratto da Exposing the Myth of the Germ Theory a cura del College of Practical Homeopathy, 2005).

Fondamentale capire che l’organismo possiede una straordinaria capacità di auto depurazione - guarigione (se lasciato in pace) e che i sintomi (esonerativi) sono sempre l’epifenomeno dello sforzo della Forza Vitale e del sistema PNEI per guarire.

Anche la così detta “predisposizione genetica” alle malattie va riconsiderata come conseguenze di conflittualità croniche ambientali transgenerazionali. Essere “predisposti” significa vivere in uno stato di debolezza cronica bioenergetica con deficit della Forza Vitale e della reattività PNEI.

Sindrome della paura

Da molti anni, ormai, con l’approssimarsi dei mesi invernali l’organizzazione politico sanitaria nazionale e internazionale, coadiuvata dai mass media (Tv, giornali), inculcano sistematicamente allarmismo nelle popolazioni sui pericoli delle incipienti nuove epidemie influenzali, pronosticando morte e malattie, soprattutto delle vie respiratorie, suscitando angosciose paure verso implacabili virus virulenti e contagianti. La “teoria del contagio” sostenuta dall’establishment politico sanitario economico mira a sostenere la vendita di molti farmaci altrimenti non indispensabili.

“… quelli che vengono definiti virus e che l’industria farmaceutica cavalca per produrre medicine chimiche brevettate e fare miliardi di euro a spese dei malati, altro non sono che proteine, derivate dai batteri di cui ognuno di noi è pieno e che permettono lo svolgimento dei processi vitali che ci mantengono in vita, che, quando muoiono, si spezzano in piccolissime parti per fornire nutrimento ai batteri ancora viventi. In sostanza, i virus non esistono, quindi LE MALATTIE NON SONO CAUSATE DAI VIRUS, ma dai vari modi di reagire di ognuno di noi agli shock e impulsi provenienti dal vivere quotidiano… Il DNA cellulare umano funziona come un’antenna elettromagnetica in biorisonanza con l’insieme delle cellule del suo stesso corpo (frequenze intracorporee) e, contemporaneamente, con tutto l’ambiente e l’energia dell’universo (frequenze extracorporee). I virus non sono microrganismi viventi, ma solo frammenti “informazionali” di DNA o RNA avvolti da una struttura lipoproteica (capside), microscopici frammenti di materiale genetico della grandezza corrispondente a un miliardesimo di cellula. Si è confuso la presenza di queste microstrutture (cd virus) nei tessuti organici come responsabili della batteriolisi: in realtà è esattamente il contrario. Quando i batteri, per cattività ambientale, non riescono a sopravvivere e a trasformarsi in spore, si decompongono in modo acuto per trasferire le loro informazioni in cellule sane (Stefan Lanka, virologo e genetista tedesco, portavoce dell'associazione internazionale REGIMED (Research Group in Investigative Medicine).

La paura dell’epidemia: corpo contundente

Uscire dal paradigma e dall’uso strumentale della “malattia sinonimo di paura”, del contagio, dei virus e microrganismi cattivi pronti ad aggredirci, rappresenta il nostro compito più arduo e importante in questo critico momento storico, condizionato dal palese connubio tra grande industria farmaceutica e organizzazione politica sanitaria.

Le ricorrenti e periodiche funeste previsioni d’incipienti epidemie stagionali di virus influenzali che “faranno milioni di morti” sono ormai un’evidente e precisa strategia per strumentalizzare la paura e usare la minaccia dei “virus mortali” come “corpo contundente” per soggiogare, plagiare, addomesticare e guidare i popoli. In questo disastroso e drammatico scenario sanitario - sociale il ruolo dei medici liberi (da ogni condizionamento politico ed extra professionale) è di fondamentale e vitale importanza. Necessario spiegare la realtà dei processi fisiopatologici, la vera patogenesi delle malattie respiratorie, infettive e contagiose.

Gestire, sdrammatizzare e mitigare l’angoscia della paura inopinatamente diffusa che affligge i nostri pazienti succubi del martellamento pubblicitario incessante dei mass media, insormontabile strumento della propaganda dell’industria e della politica connivente. Spiegare il vero significato della malattia come meccanismo di sopravvivenza - evoluzione; le patogenesi socioeconomiche delle epidemie, il ruolo fondamentale eubiotico dei microrganismi (microbiota) nella fisiopatologia umana.ù Sfatare il mito della malattia intesa come “trappola - brutto male - sfortuna” rappresenta un nostro dovere professionale, morale ed etico, prioritario e di vitale importanza.

HIV AIDS Il virus Covid 19 non è mai stato isolato!

Il test positivo significa presenza di anticorpi verso una miriade infinita di particelle di degradazione, trasformazione e esonerazioni organiche che caratterizzano gli stati infiammatori o reattivi PNEI dell’organismo umano in svariate condizioni cliniche: influenza, raffreddore, faringiti, laringite, tosse, dismetabolismi, traumi, ferite, interventi chirurgici etc. etc. etc. … Molti test di diagnostica virale sono completamente inutili, anzi dannosi perché creano paura e sconcerto debilitanti il sistema PNEI - difese immunitarie”.

“Ogni Organismo, risponde in maniera differenziata, agendo secondo precise leggi biologiche e biochimiche adeguandosi ogni istante, alle varie esigenze di stimolazione esterna dell’atmosfera nella quale vive; infatti tutte le variazioni iono atmosferiche, anche minime, modificano ad ogni istante le cariche bioelettroniche dei liquidi (il Terreno o Matrice) del corpo dei vari organismi viventi” (
dr. Jean Paul Vanoli, giornalista investigativo, specializzato in Medicine Naturali e bioelettronica)

L’AIDS rappresenta una sindrome disreattiva cronica, causata principalmente dall’abuso di droghe, farmaci di sintesi, squilibri nutrizionali, conflittualità biologiche, vaccinazioni, malattie croniche debilitative e da altri cofattori occasionali non infettivi quali trasfusioni e sieroprofilassi. “La cosiddetta “scienza” non è mai esatta al 100%, perché è formata da molte ipotesi/teorie, che poi puntualmente vengono in gran parte smentite e/o rimesse in discussione formando nuovi “dogmi” da insegnare, e ciò accade ogni dieci anni…specie in medicina!

Ci vuole quindi umiltà nell’ascoltare le opinioni. Bisogna cambiare filosofia. Oggi il mondo è dominato dal “dio denaro” e finché chi è più ricco e potente perde invece la cultura, la solidarietà, la fratellanza, e/o la ricerca medica diagnostica indipendente e multidisciplinare, non si va da nessuna parte….

In particolare, Tutti i medici allopati hanno i paraocchi e viaggiano su un binario unico tutta la vita…a loro basta una stupida laurea, ma la vera conoscenza è fatta di confronto, di prove, errori, umiltà, imparare dal lavoro altrui e condividerlo.

Ci vuole una filosofia diversa…meno acida, dato che oggi tutti pensano di essere i più intelligenti e furbi, ma la presunzione è proprio il loro limite. Bisogna aprirsi al mondo alle culture alternative".
Jean Paul Vanoli (giornalista investigativo e naturopata – vedi curriculum qui sul sito) https://telegra.ph/Articolo-sullHPV-ritirato-senza-spiegazionidettagliate-dal-Journal-of-Toxicology-and Environmental-Health-12-21

“Per la Covid19 negli anni 2020-2022, tutti morti di qualsiasi malattia sono stati classificati (per spaventare la gente ignorante), come morti per il covid19 anche se questo nome non definisce un virus, ma una sindrome, come l’aids che non è una malattia ma una sindrome di immunodeficienza acquisita può degenerare in una sindrome chiamata AISD oppure COVID19….senza che alla base vi sia un qualsiasi virus / esosoma, che MAI sono infettivi essendo essi creati dalle cellule del corpo umano a trilioni ogni giorno e di tutti i tipi…. Lo HIV NON causa MAI l’Aids”.

Luc Montagnier (premio Nobel) ha dichiarato: “Hiv ? Non abbiamo purificato né isolato il virus. Possiamo essere esposti all’HIV molte volte, senza infettarci in maniera cronica. Il nostro sistema immunitario ERADICHERÀ il virus in poche settimane”. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17325620 https:// www.vacciniinforma.it/?p=3418

Virus, batteri e patologie respiratorie: la paura della malattia e della morte.

Il passaggio primordiale dalla vita acquatica a quella terrestre modifica profondamente la struttura e la fisiopatologia dei primi esseri viventi superiori. Fuori dalla matrice del “brodo primordiale” si manifesta la necessità del “bisogno primario di aria” per sopravvivere, per assumere l’ossigeno indispensabile alla respirazione cellulare. Si delineano e si formano le “vie respiratorie”: laringe, trachea, bronchi e polmoni.

Tale sistema diventa anche un “radar” cognitivo per esplorare l’ospitalità di nuovi territori – ambienti sconosciuti, per eventuali nuovi insediamenti. Annusare - fiutare il terreno, se aria respirabile, analizzare profumi accoglienti o eventuali gas tossici, fiutare la preda - cibo, annusare un alimento, percepire ferormoni per la possibilità dell’accoppiamento - riproduzione, allontanarsi da cattivi odori (puzza - veleni), dal pericolo (fiutare il nemico). Come possiamo intuire, le mucose delle vie respiratorie svolgono un ruolo fondamentale nella scelta e nella difesa del territorio, delle condizioni ambientali e sociali legate alla sopravvivenza. Abbiamo due peculiarità istologiche dell’anatomia dell’apparato respiratorio, con diverso sentito reattivo conflittuale: 1. Cellule cilindriche della mucosa alveolare polmonare derivanti dall’endoderma con l’obiettivo di assorbire il “bisogno - cibo primordiale aria”, schema corporeo endoderma - tronco cerebrale. Le cellule si moltiplicano per assorbire una maggiore quantità di aria respirabile – ossigeno in caso di carenza acuta effettiva o suggestiva conflittuale (minaccia ambientale). 2. Cellule piatte di rivestimento derivanti dall’ectoderma: mucosa nasale (conflitto della puzza, annusare un pericolo), laringea (conflitto di spavento, paura inattesa che lascia “senza fiato”). La mucosa si ulcera nella fase acuta per “allargare” il lume delle vie respiratorie, per inspirare più velocemente l’aria e annusare meglio il territorio e fiutare il pericolo.

Vediamo alcuni esempi di vissuti conflittuali respiratori. - Trovarsi di fronte a un pericolo inaspettato, che ci lascia “senza fiato” senza poter / saper reagire con efficacia (incontrare di notte in un vicolo cieco un assassino). - Subire o solo percepire una minaccia nel proprio “territorio – confine personale” sociale, economico, affettivo: abitazione, stanza dell’ufficio, area condominiale, giardino condiviso, luogo o ruolo personale qualsiasi. Paura di essere licenziato, di una malattia grave o contagiosa, del cancro, dell’epidemia, di un capufficio dispotico. Sentirsi oppressi come se ci venisse “tolta l’aria”. Tutti vissuti conflittuali che riguardano la “sopravvivenza”. Il polmone (parenchima alveolare respiratorio) assicura l’approvvigionamento del “bisogno primario aria”, indispensabile per la sopravvivenza, primo istinto alla conservazione quando il verme primordiale esce fuori dall’acqua per adattarsi all’ambiente terrestre. Gli alveoli polmonari si sviluppano a partire da cellule dell’antica mucosa intestinale (endoderma). In caso di pericolo la reazione dei codici biologici è quella di moltiplicare le cellule alveolari per assimilare l’aria - ossigeno più velocemente e in maggiore quantità. Quanto più importante e grave è il conflitto di paura (di morire soffocati) tanto più profonda e complessa sarà la reazione organica anatomo - funzionale per l’adattamento alla nuova situazione. Dal semplice raffreddore (sentire una vaga “puzza” di pericolo) fino alla bronco polmonite o alla neoplasia polmonare (gravissima improvvisa paura di morire per mancanza di aria).

Una caratteristica clinica della reattività conflittuale polmonare: focolaio polmonare unico in caso di paura per trasposizione di una malattia che colpisce un familiare o un amico. Focolai multipli se la paura di morire riguarda la propria persona (percezione di maggiore gravità). L’altro vissuto conflittuale caratteristico delle vie respiratorie è quello espresso dalle cellule di rivestimento epiteliale (schema corporeo Ectoderma): “ho bisogno di annusare per capire quello che succede o respirare più velocemente”. Si determina una reazione neurovegetativa automatica inconscia di ulcerazioni a carico dell’epitelio di rivestimento delle mucose per “allargare” il diametro bronchiale per avere una superficie di contatto maggiore con l’aria – informazione e per incamerarla più velocemente. I sintomi si manifestano nella fase vagotonica di riparazione infiammatoria post - conflittuale (starnuto, bronchite, tosse).

I batteri sono gli ingegneri che dirigono i lavori di riparazione, i così detti “virus” in realtà esosomi o pezzi di batteri sacrificati, le mattonelle per ricostruire le mura distrutte (epitelio). Una persona già profondamente provata, con ridotta forza vitale, sofferente di patologie croniche respiratorie e vecchie paure, come può sentirsi allorché cade nella trappola sottile, implacabile e subdola mediatica h 24 dei mass media (tv, giornali), specialmente quando è circondata da parenti, amici e conoscenti altrettanto angosciati, plagiati e vittime della paura? La malattia polmonare è l’ultima spiaggia per la sopravvivenza in una condizione drammatica con gravissima paura di morire vissuta in solitudine sociale e nell’incapacità di reagire, di trovare una speranza, un appoggio, una via d’uscita, una soluzione soddisfacente, vissuto tipico di chi “subisce” lo shock della diagnosi infausta del “brutto male”! L’ulcerazione dell’epitelio respiratorio per facilitare la penetrazione (scivolamento) del “bolo aria” più velocemente è caratteristica del biotipo “luesinico”: risolvere velocemente il problema senza aspettare oltre! La proliferazione cellulare del parenchima polmonare è più consone al biotipo costituzionale “sicotico” che rimane “atterrito - immobile” di fronte a un evento disastroso, come di fronte alla sentenza infausta:

“Lei ha il cancro, ha al massimo sei mesi di vita!” I VIRUS non si “prendono”, non ci si contagia, sono già dentro di noi, sono ESOSOMI, rappresentano il materiale organico di comunicazione e di disgregazione cellulare somatico e batterico del fisiologico e incessante meccanismo di riprogrammazione – evoluzione somatica, di quello di riparazione infiammatoria e di depurazione – drenaggio corporeo. La vera patogenesi delle “malattie respiratorie” non è da attribuire a virus, batteri e microrganismi cattivi ma a paure, disagi, precisi shock conflittuali di soffocare, sensazione di non poter assorbire l’aria in modo sufficiente e di morire.

Secondo la teoria del “pleomorfismo” di G. Enderlein, il microbiota può essere paragonato alla “protezione civile” che si mobilita nelle più svariate necessità, in particolare durante la “fase vagotonica di riparazione naturale” dell’organismo (fase B della commutazione vegetativa di Hoff), dopo la soluzione del “conflitto-shock” della fase “A” simpaticotonica dei disagi – malattie acute. Il loro compito è riparare, ricostruire, eliminare tossine, detriti cellulari infiammatori e post-infiammatori di scarto, cellule displasiche e tutto il “non self”.

Azioni definite anche “microchirurgiche”: “demolire ed eliminare” in modo mirato e specifico mediante un processo di “caseificazione purulenta” le reazioni proliferative cellulari displasiche e neoplastiche esuberanti. La riparazione - ricostruzione delle aree di ulcera e necrosi dell’epitelio pavimentoso delle mucose di naso, laringe e bronchi di appartenenza allo schema corporeo dall’ectoderma è effettuata da batteri e sub particelle batteriche informazionali – plastiche (vescicole, esosomi).

Questa infinita quantità e varietà di materiale cellulare informazionale (chiamate erroneamente “virus”) svolgono una preziosissima e insostituibile azione di ricostruzione, dialogo interno - esterno, riadattamento continuo PNEI per la sopravvivenza tra caratteristiche chimico – fisiche ambientali e capacità – qualità respiratoria. Senza la presenza di questo sistema – rete (Forza Vitale) Microbiota e R-MALT (tessuto linfatico associato alle mucose respiratorie) la vita non sarebbe possibile.

“La cura inizia dalla modalità con cui comunichiamo la diagnosi e con la capacità di spiegare cosa e perché sta succedendo. E questo è la parte più importante della terapia”.

Pleomorfismo e totipotenza dei batteri

Uno dei primi scienziati ad affermare il concetto rivoluzionario sulla funzione dei microbi come agenti biologici “agonisti della guarigione e non antagonisti - cause delle malattie”, è stato Antoine Béchamp(1816- 1908; Università di Tolosa) . Egli ha elaborato la teoria del “pleomorfismo dei microrganismi” che descrive la loro capacità di adattarsi, cambiare morfologia e funzionalità a seconda delle esigenze dell’organismo ospitante, in relazione dinamica con l’ambiente.

La presenza dei microbi in un tessuto patologico rappresenta l’epifenomeno dell’azione del Microbiota in sinergia col sistema immunitario - PNEI nel meccanismo della “grande difesa”, non la causa della patologia!

Nel 1856, Béchamp affermava: “Il microzima (microrganismi simbionti saprofiti) è la più piccola unità vivente” (The blood and the third element). Il concetto di Pleomorfismo, punto fondamentale della teoria di Béchamp, rappresenta la base del nuovo paradigma della microbiologia.

Tutti i microbi derivano da una medesima “matrice vitale staminale” primordiale (microzimi o corpi colloidali simbionti), capace di evolvere verso una qualsiasi forma microbica secondaria differenziata e specializzata a seconda delle necessità, del terreno interno ed esterno, in sintonia – armonia con le peculiarità ambientali.

I microrganismi hanno il compito di eliminare sostanze tossiche, detriti ed esiti infiammatori e traumatici cellulari e tissutali, corpi estranei; competere con i microrganismi opportunisti disbiotici esogeni di ambienti diversi e sconosciuti dal sistema sensoriale MALT PNEI, quindi, “dare la vita”. 

Al contrario sopravvivono a una eventuale malattia inguaribile dell’organismo e contribuiscono alla sua “apoptosi”: “autodigestione” cellulare, “dare la morte”. La teoria e gli studi di A. Béchamp e la sua grande e profonda intuizione sulla natura dell’essere umano e della vita, avrebbero potuto cambiare la storia della microbiologia e rivoluzionare quella della medicina e del benessere dei popoli.

Purtroppo, la concezione lineare cartesiana “una causa - una malattia”, sostenuta perentoriamente dalla “grande industria farmaceutica multinazionale”, è di gran lunga prevalsa nel mondo accademico ufficiale della medicina istituzionale pubblica e universitaria. Ha giocato a favore della visione cartesiana anche la più facile comprensione didattica e semplicità nell’applicazione pratica terapeutica: un germe, una causa della malattia, un antibiotico come terapia, facile e semplice da applicare. Un altro grande scienziato che ha proseguito gli studi e le ricerche di A. Béchamp e posto le basi della moderna microbiologia è stato Günther Enderlein (1872-1968). Le sue straordinarie e rigorose ricerche hanno confermato che la più piccola unità vivente nel corpo umano non è la cellula, ma infinite “microstrutture bio-proteiche”: i Colloidi (o corpi colloidali simbionti), identificandoli nei microzimi di A. Béchamp.

Tale teoria conferma che i precursori dei microrganismi endogeni saprofiti sono considerati parte integrante e costitutiva dell’essere umano, della sua “matrice - sostanza fondamentale”, non semplici “ospiti”! Queste microparticelle viventi hanno una dimensione inferiore a 0,2 micron, non identificabili al normale microscopio ottico ma solo con il microscopio elettronico a campo oscuro, tecnica che consente di analizzare “in vivo” il sangue, il plasma e ogni altra secrezione organica, con tutte le loro componenti dinamiche vitali.

I corpi colloidali (simbionti) sono delle forme viventi biologiche ancestrali (brodo primordiale) simbiotiche che hanno determinato e accompagnato gli esseri viventi nella loro evoluzione filogenetica, ontogenetica e di adattamento ambientale, fin dai primi stadi di sviluppo, svolgendo un ruolo fondamentale nella “riprogrammazione - coevoluzione essere umano - ambiente”. Il pleomorfismo è una caratteristica totipotente dei corpi colloidali (simbionti staminali)che possono evolvere, mutare struttura e proprietà, verso forme microrganiche più complesse (batteri, funghi), a seconda delle necessità dell’organismo in simbiosi - adattamento continuo con l’ambiente (concetto della Ciclogenia di G. Enderlein).

Si noti l’analogia ontogenetica funzionale dei corpi colloidali simbionti con le cellule totipotenti staminali dell’organismo. A esempio consideriamo quelle del midollo osseo, che danno origine alle tre linee fondamentali del sangue: leucocitopoiesi, eritropoiesi, trombopoiesi, differenziandosi in tali linee evolutive a seconda delle necessità. Le prime forme complesse di simbionti endogeni a partire dai corpi colloidali sono state, secondo Enderlein, i funghi Mucor racemosus 20 e Aspergillus niger, che hanno sviluppato un importante ruolo di cooperazione funzionale immunologica negli esseri viventi superiori e nell’essere umano.

Questi “endobionti” possono evolvere, tuttavia, anche verso forme patogene auto - aggressive, in caso di grave alterazione del microclima eubiotico interno (disbiosi). La concentrazione del ph nell’organismo svolge un ruolo fondamentale per il benessere del sistema. Esso contribuisce, tra l’altro, alla differenziazione dei simbionti primordiali staminali in differenti stadi di evolutivi di sviluppo a seconda delle necessità e delle circostanze ambientali (G. Enderlein): - nella fase primaria colloidale (microrganismi neutri) se il microambiente è fisiologicamente alcalino.

In condizioni normali il sangue è leggermente alcalino, con un pH che varia entro limiti molto ristretti, tra 7.35 e 7.45, - nella fase batterica, se l’ambiente è lievemente alcalino avvicinandosi alla soglia minima dei valori normali; - nella fase fungale, se l’ambiente è lievemente acido; - nella fase “batterica litica (esosomi - virus)”, se l’ambiente è decisamente acido (tossico). Possiamo notare che nel microambiente più pericoloso (acido), vi è una prevalenza della batteriolisi e produzione di microparticelle sub cellulari esosomiali.

È ipotizzabile questo meccanismo patogenetico per spiegare la presenza di particelle litiche sub cellulari (definiti virus, in realtà esosomi) nei tessuti in molte malattie gravi, debilitanti, neoplastiche e in organismi cronicamente disergici in perenne disbiosi e dismemabolismo. La diversa interpretazione fisiopatologica - microbiologica ci porta a riconsiderare la presenza di queste microparticelle subcellulari come una risposta terapeutica del sistema PNEI - grande difesa (commutazione vegetativa di Hoff) e non come tradizionalmente sostenuto dal paradigma allopatico - riduzionista “causa” etiopatogenetica!

L’abuso reiterato e cronico delle terapie chimiche soppressive (antibiotici, vaccini, antipiretici, antinfiammatori, antidepressivi) rappresenta un pericolo per la vita e il benessere del microbiota (simbionti) e del sistema respiratorio cellulare mitocondriale. Inoltre vengono deteriorati anche il citoscheletro, il sistema reticolare fibroso - centrosoma (impalcatura strutturale cellulare) formato da antiche ife fungali degli schizomiceti(funghi primordiali).

Ricordiamo che i mitocondri rappresentano mediamente il 20% circa del peso totale delle cellule (da 1000 a 2000 in media per ogni cellula). Le terapie che mirano a “distruggere” i microrganismi sono in generale strategicamente controproducenti, poiché i microrganismi sono parte integrante, fondamentale e insostituibile dell’essere umano; dobbiamo convivere con questo ecosistema da cui dipendiamo e non consideralo come un nemico.

Bisogna invece comprendere le ragioni biologiche che determinano la loro trasformazione e virulentazione. Molto preoccupante è il fenomeno del sempre più frequente abuso della somministrazione di antibiotici e antisettici, responsabili dell’aumento esponenziale della “resistenza batterica”. È questa una delle cause più probabili della trasformazione dei batteri saprofiti simbionti in forme patologiche Cell Wall Deficient (C. Marzetti).

Entanglement: in ogni punto dell’universo c’è tutto l’universo, nello stesso istante.

Gli esseri viventi si configurano come miliardi di nodi dinamici di un sistema “rete di membrane – matrice energetica” di un solo Grande Organismo (Mente Cosmica), interconnessi da informazioni vibrazionali in vari domìni di coerenza strutturali (stringhe, campi morfogenetici). L’informazione bioelettromagnetica (onde di energia, fotoni e suoni) permea e guida tutto il creato, condiziona, stimola, dirige, può ammalare o trasformare - gratificare in seguito a variabili condizioni e necessità ambientali di sopravvivenza.

Le membrane cellulari, microrganismi, batteri, funghi, lieviti, muffe, gli esosomi, sono un insieme armonico di un solo organismo (pianeta terra) muniti di recettori informazionali come antenne che captano stimoli e input intra ed extracorporei, in un perenne dialogo interno, tra i vari organi, ed esterno tra gli esseri della stessa specie e tra specie diversa. Il dialogo informazionale vibrazionale energetico tra gli esseri viventi è magistralmente spiegato dal fenomeno dell’entanglement, una delle più straordinarie scoperte della fisica quantistica per la comprensione della realtà - rete energetica universale.

Il termine “entanglement” significa letteralmente “intreccio” e caratterizza gli stati energetici quantistici di sistemi biofisici interconnessi. “Rappresenta il fondamento della teoria della biofisica quantistica” (Erwin Schroedinger). Il fenomeno dell’entanglement si basa sull’assunto che stati quantistici di particelle energetiche infinitesimali separate anche da grandi distanze interagiscono coerentemente e simultaneamente tra loro a una velocità molte volte superiore a quella della luce nel vuoto.

La modifica dello stato energetico quantistico di una particella “alfa” (ipotetica) in un angolo qualsiasi dell’universo, può determinare istantaneamente un 22 effetto sullo stato quantistico di una seconda particella corrispondente simile “beta” situata a una distanza remota: azione fantasma a distanza (spooky action at distance). A. Einstein aveva già ipotizzato l’esistenza di una “interazione” a distanza delle particelle che compongono la materia, mettendo in discussione le teorie della fisica e la natura della realtà alla sua epoca. Il meccanismo dell’entanglement spiega come una semplice emozione (informazione) trasmessa ripetutamente attraverso le rete di comunicazioni (tv – radio - giornali - social internet).

A esempio vediamo come la semplice paura indotta per un “virus contagioso”, possa condizionare contemporaneamente un gran numero di persone che a loro volta possono “trasmettere per entanglement” questa paura a interi popoli della terra, anche a grande distanza tra loro senza che vengano a contatto (psicosi dell’inconscio collettivo). Una “bugia” ripetuta mille volte h 24 tutti i giorni diventa una terribile “verità” incontestabile. E gli acritici creduloni contagiati - vittime ignari si trasformano in ossequiosi e integerrimi sostenitori del regime mediatico e delle pandemie. Gravissima sindrome di Stoccolma: le vittime che s’innamorano e difendono i loro aguzzìni carnefici!

I mezzi di comunicazione rappresentano una subdola e straordinaria arma del potere politico - economico per guidare e plagiare l’intera popolazione mondiale. Già l’antichissima cultura Vedica aveva descritto il Cosmo come un unico grande “organismo”, una rete dove tutto è connesso, che si espande e collassa in cicli di miliardi di miliardi di anni. Il Microbiota - matrice staminale rappresenta una straordinaria rete di “messaggeri informazionali” che svolge una fondamentale azione di interconnessione all’interno dell’organismo umano e tra questi e l’ambiente, unitamente a una infinità di molecole (citochine, neuropeptidi, neurotrasmettitori) e alla rete vibrazionale del citoscheletro – fascia unica corporea. Il “benessere – salute” e il “malessere – malattia” non sono fenomeni statici e separati, ma facce inseparabili di una stessa medaglia della “dinamica Forza Vitale”.

Il “piacere – amore - benessere” (Eros – nascita – Yang - positivo) e il “dolore – malattia - morte” (Pathos – Thanatos – Yin - negativo) non esistono separatamente ma come funzioni opposte interdipendenti di una stessa realtà, in continua sintesi – antitesi (amore – odio, entropia – sintropia, disordine – ordine): riprogrammazione ambientale continua della “Mente Spirituale Cosmica”. La “malattia” non va intesa come sfortuna, maledizione genetica o contagio di un virus – microrganismo cattivo, ma come “disagio evolutivo - conflitto biologico”: risposta necessaria PNEI inconscia vitale, “momento di conoscenza” (lotta o fuggi), riprogrammazione - evoluzione biologica.

FILOGENESI E ONTOGENESI

Le varie tipologie biologiche dei microrganismi hanno un significato specialistico evolutivo specifico in quanto si sono trasformati e adattati in simbiosi mutualistica come saprofiti a seconda delle necessità e degli stadi evolutivi degli esseri viventi superiori ospitanti. I microbi saprofiti biologici agiscono nel nostro organismo in sinergia con lo schema corporeo cerebrale e la Costante Biologica SPNEIO, con finalità e funzioni precise in relazione ai diversi tipi di tessuto a seconda del foglietto embrionario da cui originano e sui quali operano fisiopatologicamente. Il corpo è come una rete immensa di cellule particolari e specializzate interdipendenti e in coerenza vibrazionale funzionale, coadiuvata in tutte le sue funzioni da una popolazione di microbi simbionti 10 volte più numerosa delle cellule somatiche stesse. Nel nostro organismo esistono fondamentalmente tre tipi - popolazioni di microbi filogeneticamente specializzati:

  1. funghi e micobatteri: i più antichi microrganismi saprofiti umani comparsi durante l’evoluzione. Sono in cooperazione e relazione principalmente con gli organi e i tessuti controllati e guidati dallo schema corporeo del “ tronco cerebrale - cervelletto” (paleoencefalo). Hanno la funzione di ripristinare - riparare i tessuti di origine embriologica endodermica e mesodermica antica in occasione di una loro trasformazione adattamento conflittuale. I biomicrobi iniziano a differenziarsi (dai simbionti staminali) e a proliferare velocemente nel momento dell’inizio del conflitto acuto, allorché i tessuti aumentano attività (secrezioni, a esempio muco intestinale ) e dimensioni (ipertrofia, polipi, adenomi, neoplasia) nella fase attiva simpaticotonica (conflittuale). In tale fase restano inattivi, ma si scambiano dati e informazioni in via “telematica - elettromagnetica” (oscillazioni di recettori di membrana e informazioni per via umorale tramite esosomi (virus), pronti ad entrare in azione nella fase di riparazione infiammatoria post conflittuale, cioè quando il tessuto cresciuto in eccesso che non serve più va demolito ed espulso. Il microbiota (funghi e micobatteri, in questo caso) operano con il processo d’infiammazione secondo la commutazione vegetativa di Hoff (caseificazione, idrolisi) per necrotizzare le cellule non più utili .
  2. Batteri: agiscono in sinergia - simbiosi mutualistica con gli organi e i tessuti che derivano dal foglietto embrionario intermedio, schema corporeo del Mesoderma recente, sostanza bianca cerebrale del neoencefalo (midollo cerebrale) . Intervengono nella riparazione delle necrosi organiche, osteoporosi, lisi tendinee, muscolari e osteoarticolari dei tessuti di origine mesodermica, innervati e guidati dal neoencefalo midollare. I batteri, come i funghi e i micobatteri, proliferano (normalmente in assenza di terapie antibiotiche in atto) nella fase di allarme del conflitto attivo simpaticotonico, rimanendo nello stadio latente, inattivo, in attesa di entrare in azione nella fase vagotonica infiammatoria di riparazione delle aree necrotiche o ulcerate. Purtroppo, nonostante i numerosi e recenti studi pubblicati in tutto il mondo sul vero ruolo dei batteri, funghi e microbiota in generale, i microrganismi sono ancora generalmente e superficialmente considerati “nemici da combattere a tutti i costi”, farli bersaglio di antibiotici, chemioterapici e ogni genere di terapia soppressiva. Clamorosa è la storia recente legata all’Helicobacter Pylori. Nel 2005 Marshall e Warren ricevettero il premio Nobel per la medicina grazie alla scoperta della presenza dell’Helicobacter P. nei tessuti ulcerosi e/o infiammati dello stomaco e del duodeno, ritenendolo causa “infettiva” di queste patologie. Invece "...L'Helicobacter pylori produce una proteina capace di riparare le lesioni, sia quelle sulle pareti dello stomaco sia quelle di cornea e pelle. La scoperta dell'Università di Napoli Federico II è pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Immunology…”. Negli ultimi 30 anni sono stati eseguiti numerosi altri studi sulla funzione "protettiva" dell'Helicobacter.
  3. Virus (esosomi). I c.d. virus non sono entità biologiche viventi nell’accezione di “microbi con capacità di vivere autonomamente al di fuori dell’organismo ospite” come lo sono i funghi, micobatteri e batteri. I virus rappresentano un’infinita varietà di aggregati proteici (esosomi, vescicole) con informazioni genetiche, coordinati dallo schema corporeo della corteccia cerebrale del neoencefalo. Entrerebbero in azione nelle fasi di riparazione delle ulcere e necrosi dei tessuti di origine embrionale ectodermica (in sinergia con i batteri, da cui in effetti derivano). In definitiva la presenza di microbi in associazione alle patologie, determina l'illusione che essi siano la causa delle malattie stesse. In realtà i microbi svolgono un’indispensabile azione riparatrice e di risanamento dei tessuti necrotici, distrofici, dispotici e neoplastici. Il "sistema PNEI - immunitario” è lo strumento che l'organismo adotta per coadiuvare, limitare o agevolare la proliferazione e il lavoro del microbiota saprofita (microbi biologici) .

Microbiota e autismo

Dagli studi della medicina psicobiologica, della filogenesi e dell’ontogenesi emerge il parallelismo e la sincronia evolutiva, in simbiosi mutualistica, che coinvolgono tutti i livelli PNEI - tessuti - organi dell’essere umano col sistema “Microbiota - MALT - Cervello Enterico - SNC”. Cervello encefalico (sistema PNEI), cervello Cuore (motore energetico) e cervello enterico (miocrobiota, MALT, ecosistema delle mucose) rappresentano i cardini dell’esistenza adattativa - evolutiva degli esseri viventi, un insieme funzionale omogeneo: “sistema - rete unica” dei tre cervelli . Esistono nell’organismo miliardi di molecole, neurotrasmettitori, citochine, ormoni, peptidi che, insieme al sistema recettoriale vibrazionale elettromagnetico delle membrane e delle stesse molecole, costituiscono una straordinaria rete di comunicazione funzionale istantanea tra tutte le cellule dell’organismo e tra questo e il Tutto Ambiente.

I linfociti, a esempio, sono dei piccoli “cervelli” mobili ubiquitari in grado di produrre moltissime sostanze vitali in caso di necessità. La nostra compianta Rita Levi Montalcini vinse il premio nobel (1986) per aver scoperto una delle molecole “olistiche” presenti nel sangue e ubiquitariamente nell’organismo, con funzione di trasmissione di segnali e informazioni: l’NGF (Nerve Growth Factor).

Recentemente alcuni studi hanno suggerito una connessione tra microbiota intestinale e autismo: i bambini con autismo hanno un ecosistema interno (cervello enterico) alterato e non sono in grado di metabolizzare e neutralizzare alcuni tipi di tossine provenienti dall’ambiente esterno, che potrebbero entrare nel flusso sanguigno e danneggiare le cellule cerebrali (Science Advances). Yu Kang del Beijing Institute of Genomics, Juan Wang della Peking University e i loro colleghi hanno analizzato campioni di feci di 39 bambini di età compresa tra i tre e gli otto anni con autismo confrontandoli con campioni prelevati da 40 bambini della stessa età non affetti da autismo, verificando differenze sostanziali nelle loro popolazioni batteriche intestinali. L’analisi dei campioni di feci ha permesso di identificare 209 specie batteriche.

Di queste, 18 hanno mostrato differenze significative tra bambini con ASD e bambini neurotipici. In particolare, Veillonella parvula e Lactobacillus rhamnosus tendono a essere comuni nei bambini con ASD, mentre Bifidobacterium longum e Prevotella copri sono più diffusi nei controlli sani. Inoltre è stato verificato, mediante esami specifici, la presenza di danni mitocondriale nei bambini autistici, rilevati da livelli ematici ridotti di acido aconitico, acido suberico, acido 2-idrossippurico e acido fumarico, enzimi normalmente prodotti dai mitocondri e indispensabili per la “respirazione cellulare” e il normale trofismo neuronale. I risultati di questi studi potrebbero contribuire allo sviluppo di terapie mirate per i bambini affetti da autismo, ripristinando l’eubiosi del loro microbiota intestinale. Ma soprattutto ci fanno capire, ancora una volta, l’importanza fondamentale per la vita umana del ruolo fisiopatologico dei microbi: sistema del microbiota, mitocondri e citoscheletro cellulare. E la necessità di evitare terapie soppressive reiterate incongrue con antibiotici, tachipirina, cortisonici, antistaminici, antidepressivi, vaccini.

La nostra vita dipende dai batteri.

Bisogna analizzare le statistiche della curva di crescita dei casi di autismo dopo l’introduzione delle vaccinazioni obbligatorie. Possiamo ipotizzare la possibile tossicità delle terapie vacciniche precoci ai bambini che non hanno ancora maturato il sistema MALT - Microbiota.

Virus, il sole, l'acqua e la memoria…

I virus, tutti i virus, non hanno vita, metabolismo, programmi, intenzioni, scarti, processi, durata pre programmata. Non avendo vita, non hanno neanche morte, ovviamente. I virus, chimici, elettrochimici, o informatici che siano, sono spezzoni di informazione. Sono notizie, avvisi. Nello specifico avvisano le cellule di un pericolo. Questo avviso viene chiamato (erroneamente) "contagio".

Questo avviso, se arriva a un sistema, un corpo, una persona, che è già debilitata, impanicata, aggredita da altre patologie in corso, può essere effettivamente la ”goccia che fa traboccare il vaso”. È come un: "occhio, che pioverà". Può gettare nel panico una persona che ha già freddo, che ha già la polmonite, o che si sente già con l'acqua alla gola, vero o falso che sia. È utile invece se stai bene: scegliere le scarpe giuste... Quando diciamo che "al sole il virus muore" compiamo una operazione di semplificazione linguistica. Il Sole è la fonte prima di energia del pianeta, come tutti sanno (forse anche i vaccinisti) ma è anche la fonte prima di informazione del pianeta. Il sole informa, METTE IN FORMA le molecole. Ricostruisce i segnali elettromagnetici e può ricostruire da capo perfettamente una cellula distrutta al 99%, sfruttando sofisticate ridondanze frattali del campo di interferenza. Uno spezzone di informazione spuria, un esosoma, il virus quindi, viene travolto da questo reset solare di informazione in pochi secondi. Un batterio, per inciso, al Sole dura poco di più. L'umidità, l'acqua quindi, essendo memoria*, tende invece ad allungare i tempi di permanenza delle informazioni, degli avvisi, quindi dei virus e dei batteri.

Siamo i figli della sapiente alternanza di Sole, che è energia e informazione, e acqua, che è Memoria. Immergiamoci più spesso nell'uno e nell'altra. * una semplificazione linguistica. L'acqua NON È memoria. La corretta formulazione è: l'acqua ha la caratteristica di formare il perfetto campo elettromagnetico di background atto a permettere la "sintonia" dei richiami molecolari da segnale univoco.

L'acqua forma un campo elettromagnetico (clusters) con frequenza specifica atta a far reagire SOLO un tipo di molecola.

Avvenuta la reazione chimica solo tra le molecole "chiamate a farlo" da quella specifica situazione elettromagnetica, cambierà l'energia base del campo di background, e quindi la sua frequenza. Allora verranno chiamate a reagire altre molecole, e solo quelle. La differenza tra reazioni casuali tra tutte le molecole (tipiche del brodo primordiale) e la nascita della vita, organizzata, è simile alla differenza tra il brusio di una folla, o del traffico, e la meraviglia sinfonica di una bella orchestra: ogni componente è chiamata a reagire solo in quel momento, con quello spartito e con quegli strumenti in quella meravigliosa musica di cui l'acqua è direttore d'orchestra e il Sole (se vogliamo rimanere nella metafora) scrisse lo Spartito eoni fa (un eone = un miliardo di anni).I popoli antichi che veneravano il Sole non erano stupidi. Guardavano in alto. Tutto li”.

Emilio Del Giudice
Fisico teorico di formazione, attività pionieristica nella teoria delle stringhe, pioniere della teoria quantistica dei campi nella materia soffice, sul ruolo dell'acqua liquida nella fisica degli organismi viventi, ricerca sulla fusione fredda, noto per i suoi studi con Giuliano Preparata all'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) nel campo della materia condensata.

Il sistema “PNEI - MALT - Microbiota”

Il sistema “PNEI - MALT - Microbiota” rappresenta il “primordiale organo sensoriale” di conoscenza, radar - interfaccia con l’ambiente da esplorare, capire, sperimentare per potersi eventualmente adattarvisi e sceglierlo per nuovi e più accoglienti territori per insediamenti - sopravvivenza. Per il microbiota intestinale organizzatosi a livello della mucosa del tubo digerente (endoderma), il compito prioritario era di filtrare gli alimenti adatti per l’organismo. Successivamente gli esseri viventi hanno sviluppato un’ulteriore componente (di derivazione ectodermica), in grado di analizzare l’espressione emozionale degli alimenti, la personale esperienza nei suoi riguardi secondo le esigenze nutrizionali biotipiche individuali costituzionali. Queste peculiarità della mucosa del tubo intestinale sono alla base del meccanismo della tolleranza immunologica verso il cibo. Nell’essere umano la tolleranza immunologica orale si instaura sin dalla nascita (Blalock).

Errori nutrizionali reiterati dei genitori e abuso di farmaci tossici, possono compromettere gravemente il fisiologico sviluppo del Microbiota - MALT e del sistema PNEI del bambino:

  • maniacale sterilizzazione con antisettici dell’habitat familiare con conseguente deficit della fisiologica contaminazione con i microrganismi saprofiti ambientali;
  • parti operativi e mancata “accoglienza” fisiologica post-natale;
  • allattamento artificiale e divezzamento precoce;
  • carenze affettive bambino - ambiente (con madre soprattutto);
  • vaccinazioni ravvicinate, precoci, eccessive.

Il linguaggio del sistema “Microbiota MALT - cervello enterico” è diventato sempre più riccamente espressivo durante l’evoluzione. Dalla fase primaria reattiva “aspecifica”, basata sull’aumento di permeabilità, del flusso umorale, infiltrazione linfocitaria, edema... si è passato a una fase secondaria “specifica - adattativa”, con riconoscimento delle strutture non self, degli antigeni di superficie estranee. La rete PNEI - Microbiota sta alla base del benessere della Costante Biologica, sviluppando la capacità di una risposta, immunitaria strategica a seconda dei tipi di sostanze con cui l’organismo viene a contatto.

Nel nostro organismo penetrano continuamente nuove sostanze estranee, microrganismi non self attraverso l'acqua, cibo, aria, contatti ... in piccole e costanti quantità, limitate nel tempo. La Costante Biologica - sistema MALT PNEI, tendenzialmente accogliente, impara a distinguere il self dal non self, l’utile e simbiotico dal potenzialmente dannoso.

Analizza e valuta tutto senza pregiudizi, per capire eventuali vantaggi di una eventuale nuova integrazione (simbiosi) per l’evoluzione della specie. Se però l’organismo è “invaso” in poco tempo da un numero troppo elevato e ingestibile di microrganismi e/o sostanze estranee (nuove informazioni), avvertendole come minacce per il suo benessere, il sistema “PNEI - Microbiota - MALT ” reagisce “di brutto”! Si può avere persino una “violenta” reazione infiammatoria simpaticotonica (fase “A” della commutazione vegetativa di Hoff).

Si liberano miliardi di linfociti killer (LK) che si scagliano sui batteri ed eventuali sostanze estranee distruggendole ed eliminandole, per salvaguardare il proprio “territorio” gelosamente e faticosamente costruito e difeso da milioni di anni. L’adattamento degli esseri viventi a un determinato ambiente dipende essenzialmente dalla ospitalità - qualità nutrizionale che questi può offrire. Il cervello enterico analizza e adatta il proprio sistema enzimatico - digestivo e metabolico all’assorbimento - digestione delle sostanze nutrizionali migliori possibili per sopravvive ed evolvere.

Questo processo di adattamento di base PNEI - MALT - Microbiota si stabilisce in centinaia o migliaia di anni ed è sempre in continua evoluzione a seconda delle condizioni e offerte ambientali. Ogni possibile e potenziale alimento nuovo viene minuziosamente e analizzato prima di essere considerato biologicamente compatibile e, generalmente, questo processo può durare anche molti anni. Ecco perché introdurre alimenti strutturalmente e antigenicamente nuovi, non bio compatibili come gli OGM, insetti, cibi artificiali costruiti in laboratorio (carne e latte) possono rivelarsi cibi nutrizionalmente vuoti e sopratutto estranei, tossici, gravemente dannosi per la salute.

Bilancia Immunitaria

Reattività e tolleranza immunitaria rappresentano un delicato e fondamentale meccanismo per il benessere del sistema fisiopatologico umano. In sintesi possiamo schematizzare così il sistema immunitario - linfocitario della “grande difesa”: - linfociti Th1, responsabili della risposta citotossica, immediata, infiammatoria iniziale. Stimolano i macrofagi e i linfociti killer per eliminare i microrganismi non self. Sono sti-molati dalla citochina interleuchina 12 (IL12). - linfociti Th2, responsabili della tolleranza immunitaria, della produzione degli anticorpi e autoanticorpi. Controllano l’attività dei linfociti B. Sono stimolati dalle interleuchine IL4 e IL13. - linfociti Th3, sistema di riequilibrio dei due precedenti, responsabile del bilanciamento della risposta citotossica - tolleranza immunitaria. Hanno un’azione di modulazione ed equilibrio tra Th1 e Th2. Sono stimolati dall’IL10 e dal TGF-β (fattore di crescita trasformante). L’equilibrio tra questi sistemi linfocitari è molto importante per l’organismo ed è chiamato “bilancia immunitaria”.

La prevalenza eccessiva della via Th1 facilita l’insorgenza di malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, quella Th2 le patologie allergiche.

Vaccinando i bambini di pochi mesi con un sistema immunitario ancora immaturo, si determina un’eccessiva soppressione del sistema Th1 e la capacità reattiva nei confronti dello sconosciuto, del “non self”, squilibrando la bilancia immunitaria e favorendo un eccesso relativo della linea linfocitaria TH2, determinando in tal modo l’istaurarsi della diatesi patologica di “predisposizione allergica”. L’equilibrio della bilancia immunitaria è favorita dal benessere della Costante Biologica SPNEIO.

Il benessere della rete - sistema “Immunitario PNEI Microbiota” dipende molto anche da una nutrizione corretta, prevalentemente vegetariana e biologica. Importante la presenza nella dieta di oligoelementi come zinco, selenio, acidi grassi essenziali.

L’eccesso di carboidrati raffinati, grassi e proteine d’origine animale sono dannosi. L’eccesso di adipociti nelle persone obese produce alcune sostanze, come la leptina e la IL6 che sbilanciano il sistema verso la via Th1, le patologie infiammatorie croniche e autoimmuni. La leptina è un ormone con una concentrazione ematica proporzionale al tessuto adiposo (J. Friedman, 1994). Aumenta caratteristicamente in caso di febbre e flogosi croniche, determinando un circolo vizioso tra obesità - infiammazione cronica - episodi di flogosi acuta con iperpiressia. Il distress cronico determina eccesso di cortisolo che altera il profilo citochinico (Il4, IL10, IL12), favorendo il viraggio verso la linea Th2, con soppressione immunità cellulare. Situazione, inoltre, che inibisce i geni oncosoppressori, facilitando quelli oncogenetici (F. Bottaccioli). Ù

MICROBIOTA: ANIMA DELLA TERRA, TRAIT D’UNION UNIVERSALE

Uno dei problemi più critici della biologia medica e della ricerca scientifica è quello relativo alla comprensione e all’eventuale ruolo patogenetico dei microrganismi, dell’ecosistema delle mucose nelle malattie infettive, infiammatorie, displasiche ed eteroplasiche.

L’equivoco storico fu generato agli inizi del Seicento, allorchè l'olandese Antoni Van Leeuwenhoek (1632-1723), dedito alla costruzione di lenti "contafili", costruì il primo strumento ottico di ingrandimento, il microscopio semplice, poi perfezionato da Galileo Galilei. Col microscopio fu possibile iniziare a osservare le caratteristiche dei tessuti malati, traumatizzati, le conseguenze di ferite e si scoprì la presenza costante di microrganismi. E cosi nacque questa falsa credenza tuttora paradigma sacro e inviolabile della medicina dominante attuale.

I pompieri erano accusati di accendere gli incendi, poiché sempre presenti nei luoghi con presenze di queste calamità. Nella visione cartesiana e darwinista della natura, i vari componenti della stessa sono considerati antagonisti, separati e in competizione - concorrenza per la rispettiva prevalenza - sopravvivenza. La visione olistica delle culture orientali, al contrario, ha sempre considerato tutti gli elementi dell’ambiente in cooperazione sinergica. Gli esseri viventi non sono in antagonismo e lotta tra loro, ma componenti di un unico “sistema rete biologica”, in armonia e cooperazione: l’organismo Tutto Ambiente (pianeta Terra), “insieme coerente”.

I microrganismi più antichi filogeneticamente (funghi e micobatteri) e quelli più recenti (batteri e loro derivati cd virus) sono parte integrante di tutto il sistema degli esseri viventi (umani, animali e vegetali). Essi svolgono un ruolo fondamentale nel sistema PNEI umano, costituendo l’ecosistema interno simbiotico (Microbiota), ben noto per tutte le sue insostituibili funzioni metaboliche essenziali, protezione da microbi patogeni esterni, stimolazione della risposta immunitaria ed equilibrio PNEI in generale. Il Microbiota svolge un ruolo fondamentale e critico nella sopravvivenza dell’essere umano: selezione - metabolismo - assorbimento degli alimenti, produzione di fattori di crescita.

In assenza di un ottimale Microbiota la sopravvivenza sarebbe impossibile. Ogni essere vivente ha un suo caratteristico e peculiare Microbiota “costituzionale - ambientale”, come un “alter ego” che deriva e si conforma alla sua storia evolutiva - adattativa e peculiarità funzionali della popolazione simbiotica presente nel nostro organismo.

Il patrimonio genetico del Microbiota, integrandosi funzionalmente con quello somatico umano, costituisce l’EPIGENOMA, cioè l’insieme del patrimonio genetico umano e microbiotico che agisce unitariamente interfacciandosi all’ambiente. La “malattia - disagio” è un epifenomeno di un “terreno” complesso, profondo, costituito da una storia familiare generazionale recente e transgenerazionale remota, dove i cardini analitici sono il conflitto esistenziale, la biostruttura costituzionale personale, sociale e ambientale.

Il Microbiota e il “terreno individuale” sono anche la base di eventuali manifestazioni metastatiche delle patologie neoplastiche. Le persone affette da queste patologie spesso entrano in un tunnel di paure profonde proprie e indirette subite dall’ambiente, da parenti, amici e conoscenti, con il risultato di precipitare in un “pozzo buio” di angoscia. Si ha una drammatica produzione di nuovi conflitti che si manifesteranno nei più svariati organi, a seconda della Costante Biologica e del vissuto emozionale assegnato al nuovo evento conflittuale. È classica la neoplasia polmonare interpretata come metastasi, ma, in realtà, nuovo conflitto secondario di sopravvivenza, determinato dalla “paura di mancanza di aria”, di morire.

Ogni terapia generale medica, chirurgica e riabilitativa non può prescindere da una valutazione diagnostica di una eventuale squilibrio del sistema microbotico - eubiosi - disbiosi e di una approfondita valutazione della storia biopatografica SPNEIO. Il Microbiota rappresenta il trait d’union tra le varie componenti viventi che caratterizzano i molteplici ambienti del pianeta terra (continenti, nazioni, regioni, città, comunità): “custode informazionale” dell’evoluzione. Il suo patrimonio genetico può essere considerato come il nucleo fondamentale informazionale dell’hardware strutturale organico, la matrice comune e primordiale di tutti gli esseri viventi (trait d’union universale).

Le fasi dell’infiammazione, la commutazione vegetativa di Hoff: meccanismo atavico di guarigione

La tesi della Scienza Umana Integrale Olistica che sostiene le straordinarie capacità di autoguarigione degli esseri viventi, si basa su incontestabili considerazioni scientifiche classiche: il meccanismo dell’infiammazione della commutazione vegetativa di Hoff. Questo meccanismo fisiopatologico sottolinea il ruolo determinante del sistema immunitario (PNEI) - Microbiota - MALT nell’azione dell’autoguarigione:

  • riparare tessuti e organi da traumi, ferite e malattie,
  • difesa da microrganismi e agenti patogeni non self, parassiti, tossine esogene,
  • drenaggio ed esonerazione di tossine endogene, corpi estranei, metaboliti di scarto, esiti di disfacimento cellulare infiammatorio e cellule displasiche.

Tuttavia se la Costante Biologica e la bilancia immunitaria (Th1 - Th2) vengono squilibrate (particolarmente per terapie incongrue soppressive) si può andare incontro a fenomeni di “disreattività”, di alterata risposta immunitaria, cioè, con conseguenti patologie cosiddette autoimmuni e /o allergiche. Una disreattività infiammatoria eccessiva e reiterata può rivelarsi più pericolosa della presenza stessa di sostanze patologiche che l’hanno determinata. Ricordiamo brevemente la fisiopatologia del meccanismo delle principali fasi dell’infiammazione.

Ogni volta che vi è una ferita, patologia o trauma tutti gli organismi viventi, compreso l’uomo, reagiscono mediante un sistema riparativo sperimentato e perfezionato da milioni di anni e che ha consentito la loro sopravvivenza e l’adattamento alle problematiche ambientali. La reazione tissutale locale, a esempio in seguìto a una ferita traumatica, è caratterizzata da aumento della permeabilità e della dilatazione dei vasi, attivazione piastrinica e linfocitaria (macrofagi e granulociti neutrofili in particolare), rilascio enzimi proteolitici (proteasi), formazione e rilascio mediatori chimici (citochine, in particolare interleuchine IL1, IL6 e IL8), prostaglandine, istamina, serotonina, bradichinina e altri.

La reazione dell’organismo generale (sistema PNEI) è caratterizzata da iperpiressia (febbre), dolori diffusi, leucocitosi, aumento ormoni dello stress (ACTH -> cortisolo), attivazione fattori della coagulazione e della sintesi proteica, aumento della concentrazione ematica di oligoelementi utili per i meccanismi metabolici (zinco e ferro in particolare).

EFETTI DELLE TRAPIE INCONGRUE CON PARACETAMOLO: I RADICALI LIBERI

I radicali liberi sono molecole molto instabili con elettroni orbitali spaiati che tendono a cedere o ad attrarre altri elettroni a seconda se sono caricati positivamente o negativamente, destabilizzando altre molecole e strutture organiche. Nell’essere umano i radicali liberi sono caricati, generalmente, positivamente e sono alla ricerca costante (affamati) di elettroni per il loro riequilibrio elettromagnetico. Possono danneggiare membrane cellulari, strutture proteiche, enzimatiche e acidi nucleici mediante il processo di ossidazione, creando ulteriori radicali liberi, potendo innescando un deleterio e cronico circolo vizioso.

I radicali liberi sono metaboliti fisiologici delle reazioni biochimiche cellulari ossidative; quando prodotti in eccesso, possono però innescare processi metabolici patologici, con formazione e liberazione dei cosiddetti “ROS” (= specie reattive dell’ossigeno).

L’eccesso di ROS può essere la conseguenza di conflittualità recidivanti, con disreattività infiammatoria cronica tissutale. L’acidosi ossidativa è favorita da abuso di cibi indu-striali e conservati, alcool, fumo, sostanze chimiche per l’igiene e cosmetiche. Particolarmente deleterie sono le reiterate terapie con farmaci chimici (in particolare antibiotici e cortisonici), per il loro danno mitocondriale.

Disbiosi: la madre di tutte le malattie metaboliche

Il sistema delle mucose - MALT - Microbiota rappresenta una delle più importanti “barriere di protezione” naturali alla possibile contaminazione di sostanze estranee non self e potenziali tossine (a esempio con i rapporti sessuali, presenza di urine in vescica, secrezioni vaginali, gravidanza e parto). La loro struttura immunitaria è detta “URALT”: tessuto linfatico associato alle mucose urogenitali. Costituisce uno straordinario network di comunicazione interna dell’organismo, assieme al sistema del Tessuto Linfatico Associato alle Mucose generale (MALT) di tutto l’organismo (canale alimentare, vie respiratorie).

Il Microbiota svolge un ruolo decisivo sulla dinamica posturale che sta alla base della performance e benessere funzionale dell’intestino, del pavimento pelvico e degli organi correlati. Il Microbiota e il sistema immunitario - MALT rappresentano una rete “ecosistema - mucose - organi linfoidi” estesa e presente in modo ubiquitario, in particolare nelle mucose del digerente, respiratorio, genitale, urologico e anorettale. L’uso sconsiderato delle terapie soppressive favorisce il generarsi di sostanze altamente tossiche post infiammatorie: i cosiddetti “peptidi selvaggi”. Questi sono macromolecole formate da frammenti di microrganismi patogeni associati a detriti infiammatori e sostanze estranee chimiche farmacologiche. Si generano dopo ripetute e incongrue terapie antibiotiche e antinfiammatorie.

I “peptidi selvaggi” possono sviluppare il cosiddetto “mimetismo molecolare” con gli antigeni d’istocompatibilità (HLA)e provocare MALATTIE AUTOIMMUNI CRONICHE. Si possono avere infatti reazioni autoimmuni: anti collagene, anti muscolo liscio (detrusore), anti nucleo... Potrebbe essere questo uno dei fattori patogenetici della cronicità nelle malattie uroginecologiche, colonproctologiche e generali, particolarmente in soggetti che vivono in cronica conflittualità. Vi sono circa 400 specie di batteri e innumerevoli ceppi saprofiti nell’ecosistema umano. L’organizzazione spaziale tridimensionale strutturale intestinale consente una superficie totale di circa 350-400 metri quadrati.

Se potessimo distendere le pliche della mucosa intestinale, raggiungeremmo una superficie pari a un campo da tennis circa. Il Microbiota è un sistema complesso in rapporto funzionale e dinamico interdipendente con l’ospite: l’alterazione del suo equilibrio determina numerose patologie (ancora non tutte scoperte) con meccanismi ancora in parte sconosciuti.

La composizione stessa del Microbiota per l’85% non è rilevabile con le attuali tecniche culturali standard (Bottazzi).

Il Microbiota produce, al pari delle cellule somatiche, una serie di sostanze di regolazione neuro immuno endocrina, quali 38 citochine, TNF, INFs, IgA, sostanze immunomodulanti, vitamine (K, gruppo B), batteriochine, anidride carbonica, perossido d’idrogeno, acidi grassi a catena corta (butirrico, propionico, acetico), aminoacidi ed una serie di fattori non ancora completamente identificati, indispensabili per il benessere dell’ecosistema delle mucose e del metabolismo. Vi è un equilibrio - competizione continua tra microrganismi potenzialmente patogeni e saprofiti (simbiosi - disbiosi). L’intestino è un’interfaccia tra ambiente esterno e interno: trasforma le sostanze estranee che assumiamo con il cibo “non self” in prodotti assimilabili “self”, biocompatibili (azione di selezione e filtro).

L’alterazione quali quantitativa dell’ecosistema del Microbiota e del sistema immunitario associato alle mucose è chiamata disbiosi: madre di molte patologie croniche urogenitali, colon proctologiche e poli distrettuali (autoimmuni, in particolare). La disbiosi cronica altera gravemente le funzioni intestinali riducendo la produzione di enzimi digestivi, immunoglobuline (in particolare delle IgA), vitamine, micronutrienti, minerali. Il deficit del metabolismo delle proteine favorisce la sintesi e l’accumulo di cataboliti tossici (amine), per mezzo della decarbossilazione. Ad esempio si ha la formazione di istamina dall’istidina, putrescina (ornitina), cadaverina (lisina), indolo e scatolo (triptofano). La formazione di tossine e muco intestinale è favorita anche dalla eccessiva fermentazione.

La disbiosi è favorita dall’acidosi metabolica, condizione favorente il viraggio patogeno dei microrganismi simbionti fisiologici. Normalmente il pH intestinale è leggermente alcalino. L’acidosi è favorita da diete scorrette, terapie chimiche croniche, consumo eccessivo di proteine animali (latte e derivati, insaccati, carne rossa, di maiale specialmente), cereali e zuccheri raffinati, olii e grassi denaturati, eccesso di solanacee, alcool, caffè ..., patologie gastro intestinali (deficit sistema tampone stomaco), epatiche, diabete, abusi comportamentali (distress psico - fisico, sessuale, sportivo o sedentarietà). Si ha, tra l’altro, riduzione della massa fecale con stipsi (deficit fibre), ridotta velocità di transito, aumento del ristagno e del tempo d’assorbimento delle sostanze tossiche.

RESISTENZA BATTERICA - VIRULENTAZIONE CWD

L’abuso cronico degli antibiotici e di altre sostanze chimiche (farmaci anti…) che l’organismo non riconosce come “proprie - self”, non compatibili con il sistema recettoriale delle membrane (d’istocompatibilità HLA) determina la reazione d’adattamento tossico di sopravvivenza del microbiota, con trasformazione dei batteri saprofiti in forme altamente resistenti all’ambiente tossico: le forme CWD (Cell Wall Deficient).

Questa trasformazione (virulentazione) avviene dopo che i batteri saprofiti sono stati a contatto (minacciati) con tutta una serie di sostanze e agenti tossici, oltre agli antibiotici, che inducono una modificazione delle loro caratteristiche vitali biologiche, facendoli diventare resistenti per difesa. Queste forme batteriche “CWD” sono capaci di permanere per lungo tempo in uno stato latente indifferenziato (simil spore), in attesa del ripristino delle condizioni ambientali eubiotiche a loro favorevoli. Si hanno due tipi principali di batteri CWD: PROTOPLASTI (perdita completa della membrana, separati dall’ambiente esterno solo da un sottile strato molecolare superficiale) e SFEROPLASTI (presentano una parete cellulare di spessore molto ridotto, ma ancora strutturalmente presente).

Contribuiscono alla trasformazione dei batteri in forme CWD svariate condizioni: distress psicofisico e metabolico cronico, condizioni ambientali insalubri, alimentazione prevalentemente con derivati animali (acidificante). Per capire l’influenza dell’ambiente sulla trasformazione dei batteri saprofiti in forme patogene CWD, paragoniamo i batteri “amici” ai cani da guardia. Se trattati bene, con cure e nutrimento adeguato, saranno sempre nostri alleati e fedeli guardiani.

Batteri saprofiti: fedeli alleati (cane da guardia). Membrana cellulare indenne.

Al contrario se maltrattati con azioni persecutorie, inconsulte e cibo avariato o insufficiente, potremmo trasformarli in animali frustrati, delusi, incattiviti, aggressivi e pericolosi, che potrebbero rivoltarsi contro noi stessi. La trasformazione dei saprofiti in batteri CWD è una forma di adattamento - difesa: la membrana cellulare si mimetizza per sopravvivere. Carla Marzetti (Bologna) riporta vari studi con patologie causate da forme CWD, ne citiamo qualcuno:

  • Alexander Jackson ha isolato dal liquido cerebrospinale, in 56 pazienti affetti da meningite, ceppi di batteri CWD, in seguito a prolungata esposizione antibiotica.
  • Kaplan riporta studi condotti su 246 campioni di sangue di soggetti affetti da endocardite infettiva, con evidenza di batteri atipici CWD.
  • In persone affette da febbre reumatica e artrite reumatoide, ceppi di streptococchi CWD (M. Italiano, A. Rossi. Omeopatia Oggi N.48. sett. 2012).
  • In alcuni casi di Osteomieliti e artriti, sono stati rinvenuti ceppi di Salmonella e Clostridi CWD meticillino e oxaciclina resistenti e casi di infezioni urinarie croniche da batteri agalactiae e haemolyticus CWD.
  • Morbo di Crohn e colite ulcerosa con granuloma non caseoso e infiltrati cellulari di ceppi paratubercolinici CWD (Bacterial variants in urinary casts and renal epithelial cells; Arch Intern Med. 1979 Dec; 139(12):1355-60).

Tutti gli autori sottolineano e confermano con questi studi la teoria che i CWD sono derivati dall’uso eccessivo degli antibiotici (Domingue, G.J., Woody, H.B., Farris, K.B., Schlegel, J.U.).

Ulteriori studi microbiologici su Clamidie CWD responsabili di miocarditi con alterazione coronariche, sono riportate da Alan Cantwell et Al. (2009). Questi ricercatori hanno anche riportato

gli effetti delle radiazioni e della chemioterapia nel virulentare i batteri in forme CWD. Segnalati anche casi di meningiti, sarcoidosi ed encefalopatie spongiformi in animali (mufloni o ruminanti) da micobatteri CWD (Broxmeyer). Batteri CWD simili ai micoplasmi si trasformano velocemente e subdolamente eludendo le difese immunitarie. Vivono in uno stato latente con la capacità di generare “pandemie” silenziose che colpiscono periodicamente umani, animali e piante, difficili da diagnosticare e capire, ma che sono in realtà conseguenze di abuso reiterato, cronico e irresponsabile di antibiotici, antiparassitari, pesticidi, gas tossici e veleni vari chimici sversati continuamente in fiumi, mare e in ogni ambiente!

Conclusioni

In conclusione, possiamo affermare che le terapie che mirano a combattere le malattie e a “distruggere” batteri, funghi e genericamente tutti i microrganismi sono, in generale, strategicamente sbagliate e altamente nocive, poiché il Microbiota è una parte integrante e fondamentale dell’essere umano e di tutti gli essere viventi (animali e vegetali). Dobbiamo convivere con questo ecosistema e non consideralo mai come un nemico. Bisogna invece comprendere le ragioni fisiopatologiche che determinano la loro trasformazione e virulentazione. Molto preoccupante è il fenomeno del sempre più frequente abuso della somministrazione di antibiotici e antisettici, responsabili dell’aumento esponenziale della “resistenza batterica”. L’abuso cronico delle terapie soppressive è la causa più importante della trasformazione dei batteri saprofiti simbionti in forme patologiche CWD, della disbiosi, dismetabolismi, dello scadimento del sistema immunitario - PNEI e del deficit della forza - energia vitale cellulare che sta alla base di tutte le patologie croniche.

CONSIGLI NUTRIZIONALI E TERAPEUTICI NATURALI

Terapie chimiche e naturali

Esistono fondamentalmente due strategie terapeutiche: quella “allopatica” che considera le malattie come “cose brutte”, da combattere e distruggere e quella “olistica” che giudica, al contrario, i sintomi come un’opportuna reazione di adattamento dell’organismo a paure, conflitti e avversità – criticità ambientali.I più grandi sapienti delle scienze umane, liberi dal condizionamento della politica e della grande industria farmaceutica chimica, consigliano di curare sempre ogni persona nella sua globalità` “Mente Corpo Anima Ambiente”, unica e inimitabile. Non esistono “malattie brutte e incurabili”, ma disagi, conflitti inconsci, sintomi (linguaggio non verbale del nostro mente corpo) che prova a farci capire le nostre intime sofferenze, i veri motivi che stanno all’origine delle patologie. Sopprimere continuamente le malattie con farmaci sintomatici, senza capirne il significato, i lamenti dell’anima in pena, può alleviarci temporaneamente dai fastidi, ma NON guarire, facilitandone, al contrario, la gravità e la cronicizzazione.La vera guarigione consiste nel prendere coscienza della nostre angosce, del nostro personale Conflitto Esistenziale (in parte transgenerazionale), farli emergere e rielaborali con l’aiuto del rimedio omeopatico “simillimum” e delle strategie rigenerative olistiche (meditazione energetica trascendentale, training psicobilogico, agopuntura) .

LA VIA DEL BENESSERE

Il segreto della salute è ritrovare l’armonia con la Natura, rispettandone ritmi e leggi. Scongiurare l’alienazione della tecnologia e del consumismo. La “malattia” è un programma atavico bio-logico, come un set di istruzioni che attiva speciali processi organici, archiviati nel nostro DNA, in seguito agli innumerevoli tentativi di sopravvivenza operati da ogni specie nella sua vita - evoluzione. Il nostro corpo non agisce mai contro di noi, ma attua strategie di sopravvivenza, sperimentate da miliardi di anni che ci hanno fatto stare bene ed EVOLVERE. Quando servono, le ripetiamo automaticamente con fiducia.

Quando non parla la bocca è il corpo che “urla” le sofferenze attraverso le malattie…

La malattia è il tentativo della Natura di guarire l’uomo…

LEGGE FONDAMENTALE DELL’ESISTENZA: i sintomi fisici e psichici vanno analizzati con grande intelligenza intuitiva, non oltraggiati e soppressi, pena la nostra vita.

O t’elevi … o te levi!

Fondamentale capire che la terapia che guarisce veramente, anche le malattie più gravi, s’identifica in un percorso di “emancipazione – evoluzione personale”, attraverso LIVELLI PROGRESSIVI TERAPEUTICI: dalla modulazione dei sintomi organici fino al recupero dell’armonia energetica universale (vedi figura in alto). La strategia olistica implica una graduale presa di coscienza del significato dei sintomi, delle malattie, della vita e dei destini dell’essere umano in armonia con il Tutto Ambiente.

NUTRACEUTICA: il cibo come terapia primaria

La Nutraceutica si basa sull’assunzione di cibi naturali nella quantità strettamente necessaria, di stagione, il più possibile di origine biologica senza trattamenti chimici, prevalentemente VEGETARIANI. Gli alimenti posseggono migliaia di sostanze fitoterapiche in equilibrio tra loro: rappresentano una straordinaria fonte farmacologica naturale raffinatasi nel corso di milioni di anni in simbiosi con gli altri esseri viventi (animali e umani) e l’ambiente. Per una dieta equilibrata bisogna integrare nell’alimentazione i 6 nutrienti essenziali presenti in particolare nella carne, pesce, verdura, frutta e legumi: proteine, ferro, zinco, calcio, vitamina B12 e acidi grassi essenziali.

Proteine

Le proteine vegetali sono contenute nei legumi: fagioli, lenticchie, piselli, prodotti di soia fermentati (natto, tempeh, miso), uova, latte, formaggio, yogurt (greco), cereali integrali, amaranto, quinoa, grano saraceno, frutta secca, semi (lino, chia, girasole, sesamo. Per ottenere un apporto completo di amminoacidi si consiglia di consumare questi alimenti in combinazione tra loro. Per esempio pasta e fagioli, burro di arachidi spalmato sul pane, riso con i piselli …

Ferro e zinco

Sono indispensabili per il sangue. Favoriscono il metabolismo cellulare, la risposta immunitaria, la sintesi proteica, la guarigione delle ferite, la sintesi del DNA e la divisione cellulare. Sono contenuti nelle verdure a foglia verde come cavoli, spinaci e broccoli, frutta secca (mandorle e anacardi), legumi, frutta essiccata (albicocche, datteri, uva passa e cereali integrali.

Calcio

Per mantenere in salute ossa, denti e sistema nervoso. Broccoli, cavolo rapa e cavolo cinese, spinaci, alghe come wakame, arame, dulse, hijiki e fucus, latte, yogurt e formaggi.

Vitamina B12

Uova e latticini. Per i vegani si rende necessaria la supplementazione della vitamina B12 tramite integratori. Questo nutriente si trova inoltre in prodotti fermentati a base di soia, funghi shitake e alghe (in piccola quantità).

Acidi grassi essenziali

Indispensabili per assorbire i “grassi buoni” e le vitamine liposolubili (A, D, E e K), per il metabolismo energetico e per il benessere cardio circolatorio. Gli omega-3 sono presenti negli oli vegetali: olio extra vergine d’oliva, sesamo, cocco, lino e canapa. Anche nei semi oleosi e nella frutta secca come mandorle e noci.

Mangiare con calma, con piacere e buongusto, dimenticando per un momento impegni, lavoro e programmi.

Bere il cibo, masticare l’acqua!

(aforisma della MTC) La nutraceutica VEGETARIANA - ALCALINIZZANTE trova particolare indicazione nelle FASI ACUTE – simpaticotoniche delle patologie sia acute che croniche, specialmente in quelle più gravi e debilitanti neoplastiche e autoimmuni.

IL CIBO: SEMPRE LA PRIMA MEDICINA Nelle fasi acute (malattie digestive, influenza, distress, dismetabolismi…): DIGIUNO o SEMIDIGIUNO.

In tali fasi bisogna evitare i cibi con alto indice acidificante PRAL (Potential Renal Acid Load), i cibi raffinati e ipercalorici (zuccheri semplici), l’eccesso di proteine animali e i farmaci vasodilatatori che favorirebbero l’apporto ematico alle cellule neoplastiche in moltiplicazione e la neoangiogenesi.

L’acidità favorisce l’evoluzione e la cronicizzazione di tutte le patologie.

I cibi acidificanti con più alto indice PRAL sono: Carne di manzo, vitello, maiale, agnello, coniglio, cervo, anatra, insaccati, prosciutto (PRAL circa 10). In particolare il fegato (PRAL 16,6), il pesce come caviale, tonno, salmone, sgombro, trota (PRAL circa 10), tuorlo d’uovo (PRAL 23,4), sottiletta (25,9), parmigiano (24,7), fontina (21,4). Cibi con ALTISSIMO PRAL: cotoletta di manzo (38,2), fegato di vitello (38), roastbeef (27,4), cotoletta di maiale (24,2), di vitello (22), polpette (19,1), pollo arrosto (25,2), omelette (22,1).

Al contrario bisognerebbe associare ai pasti sempre a pranzo e cena alimenti con indice di PRAL basso - negativo, alcalinizzanti, che favoriscono il drenaggio di sostanze acide e tossiche e una buona ossigenazione cellulare: frutta, verdura e legumi. A esempio: prezzemolo (PRAL -15,5), finocchi (-9,7), spinaci (-12), banana (-7,4), mela (-3,5), carote (-5,1), minestrone (brodo vegetale) con patate (-17).

Si consigliano cibi di origine integrale (pane, pasta, riso), di variare gli alimenti nella giornata e nella settimana, mangiare almeno due porzioni di verdura e frutta al giorno, condire con olio extravergine d’oliva, olio di lino e olio di girasole premuti a freddo (usarli tutti e tre insieme, in modo da apportare nel giusto equilibrio gli acidi grassi “buoni”), ½ bicchiere di vino rosso a pranzo e cena, semi-digiuni periodici (terapia naturale drenante).

Nelle fasi vagotoniche, post acute, post operatorie, continuare con una nutrizione prevalentemente alcalinizzante ma riprendere un’ottimale assunzione di vitamine, alimenti nutritivi – energetici e proteine, specialmente (ma non esclusivamente) di origine vegetale. In tutte le fasi delle malattie è sempre opportuno ossigenare il sangue con training autogeno respiratorio e meditazione.

Le cellule displasiche e neoplastiche “odiano” l’ossigeno e l’ambiente alcalino.

Esempio di SCHEMA NUTRACEUTICO

COLAZIONE MATTINO

Cereali integrali, frutta fresca (di stagione), tisane (thè verde),latte, anche vegetale d’avena o di riso, mandorle, soia) o caffè d’orzo, marmellata biologica o un pò di miele - burro o crema di cioccolata con nocciole (tipo Novi, NO nutella), con qualche fetta biscottata integrale.

SPUNTINO META’ MATTINA

Premute o frutta fresca intera o yogurt o kefir

PRANZO

Pasto maggiormente energetico con carboidrati: pasta o pane o riso integrale, oppure di farine di mais, grano saraceno, quinoa, farro, castagne, canapa... con legumi (non sempre). Verdura cotta o cruda, condire con olio extravergine d’oliva, di lino e di girasole premuti a freddo, senza sale. Max 1/2 bicchiere di vino o birra. Frutta secca, in piccola quantità (noci, mandorle, nocciole …).

SPUNTINO POMERIGGIO

Tisana con un biscotto integrale oppure una frutta fresca o yogurt o kefir.

CENA

Pasto maggiormente proteico: pesce (meglio quello azzurro o salmone non affumicato, non d’allevamento) o carni biologiche (pollo, coniglio, faraona…), una – due volte max a settimana. In alternativa: uova o formaggi (preferibilmente di capra o di pecora): non più di una volta a settimana oppure ortaggi, legumi (vedi elenco cibi proteici vegetali). Verdura con olio extravergine di oliva. Max ½ bicchiere di vino o birra.Variare tutti i sapori e colori di frutta e verdura esistenti in natura. La qualità e la quantità del cibo (calorie) devono essere proporzionate all’attività psico - fisica svolta durante la giornata e alle caratteristiche metaboliche individuali.

Tisana alcalinizzante:

Succo di limone (uno o due) + bicarbonato di sodio (mezzo cucchiaino) + magnesio cloruro (punta di cucchiaino). Bere a sere alterne per lungo tempo (bevanda fortemente alcalinizzante). Alimenti quali burro, latticini (specialmente di capra e pecora), carne di maiale, uova, olio di oliva (premuto a freddo), assunti in quantità moderata sono necessari, per il loro apporto equilibrato di acidi grassi, vitamine e minerali. Spesso alcuni alimenti in particolare latte, uova, glutine vengono etichettate come possibili allergenici. In realtà le allergie sono quasi sempre associate a ricordi negativi, traumatici, inconsci, in seguito a episodi conflittuali vissuti in concomitanza dell’assunzione di questi incolpevoli alimenti. Da sottolineare la pericolosità, specialmente per le funzioni renali, delle diete iperproteiche (chetogeniche).

PROFILASSI E TERAPIE INFLUENZA e delle malattie respiratorie

N.b.: è fondamentale per conservare un’ottimale reattività immunitaria evitare abuso di antibiotici, cortisonici, antinfiammatori e farmaci chimici in generale.

  • HOMEOS 42 TUBI DOSE (rafforza le difese immunitarie verso i virus influenzali) Un TUBO DOSE a SETTIMANA da sciogliere in bocca in una sola volta. In caso di INFLUENZA acuta: un tubo dose ogni 8 ore finché dura la fase acuta.
  • ECHINERG sciroppo (rafforza le difese immunitarie in generale): un misurino da 5 ml diluito in kefir, yogurt o acqua una volta al giorno, lontano dai pasti per 20 giorni al mese. In caso di influenza o patologia respiratoria acuta in atto, 5 ml ogni 8-12 ore.

Profilassi antinfluenzale: preferibilmente da novembre a febbraio.

ESEMPI di terapie di stati influenzali acuti, febbre, malattie gola vie respiratorie:

TACHI MU gocce: 10 gocce tre volte al giorno in un bicchiere di acqua tiepida, lontano dai pasti . In caso di febbre alta (> 39°), 10 gtt ogni ora (eventualmente alternando con belladonna). Associare BRONCO MU gocce se la tosse è associata a bronchite o a presenza di muco nelle vie respiratorie (10 ggt di tachi + 10 gtt di bronco tre vv al giorno in un bicchiere di acqua)

Aggiungere:

in caso di FEBBRE ALTA e persistente: BELLADONNA CEMON 15ch granuli (oppure ACONITUM se presenti sintomi di grande agitazione, paura e panico): tre granuli ogni 15 – 30 minuti da sciogliere in bocca lentamente, ridurre la frequenza con attenuazione della febbre. Ricordare che la febbre è un MECCANISMO di DIFESA dell’organismo! La temperatura alta del corpo UCCIDE i GERMI PATOGENI: la febbre va modulata (se troppo alta), non soppressa! In tal caso si possono avere anche gravi conseguenze (soppressione immunitaria), specie per i bambini più piccoli con le difese immunitarie ancora immature!

In caso di complicanze, allergie, infezioni e infiammazioni con gonfiori - edemi, aggiungere APIS MELLIFICA CEMON 6ch granuli (CORTISONE OMEOPATICO): assumere tre granuli ogni 15 – 30 minuti in fase acuta, da sciogliere in bocca lentamente, ridurre la frequenza con attenuazione dei sintomi.

Per la tosse persistente, raucedine, mal di gola, faringite, laringite aggiungere SANAGOL caramelle: da sciogliere in bocca fino a 4-5 vv al giorno. - SUFFUMIGI CON 3- 5 gocce di TEA TREE OIL in acqua bollente.

Assumere TISANE allo ZENZERO, CURCUMA, LIQUIRIZA, PROPOLI. MIELE: lenitivi per raffreddore e tosse. N.B. Per i FITOTERAPICI nei bambini dai tre anni in poi, vanno dimezzate le dosi. Per i NEONATI preferibile usare rimedi omeopatici unitari o composti (belladonna, chamomilla matricaria, nux vomica …) con le stesse posologie degli adulti.

Come assumere i rimedi nelle urgenze

Nei casi patologici acuti (dolori, ansia, febbre, infiammazione, ferite, etc.) assumere una dose del rimedio (3 granuli o tre gocce) sciogliendola in bocca ogni 30 - 60 minuti fino a miglioramento, poi proseguire ogni 4-6-8 ore e diradare progressivamente fino a miglioramento. Oppure mettere 5 gocce o 5 granuli in 250 cc di acqua naturale (usare bottiglia da mezzo litro): bere un sorso ogni 15 – 30 minuti, diradando progressivamente con il miglioramento. In caso di febbre molto alta o dolore acuto, un sorso anche ogni 5 – 10 minuti. Scuotere la bottiglia x nove volte prima di assumere ogni sorso, trattenendo in bocca per circa 10 secondi. Conservare i rimedi in un luogo fresco, non esposto al sole o a fonti di calore.

Elenco dei rimedi da tenere sempre in casa per eventuali emergenze Arsenicum album 6ch granuli: indigestione - intossicazioni alimentari – AVVELENAMENTI da cibi avariati, diarrea acuta infettiva, in tutti i casi di dolori brucianti migliorati dal calore o applicazione calda. Faccia gonfia, edematosa, pallida con sudore freddo, cianotica (scura), grande paura di essere incurabile. 48 In caso di scottatura, ustioni (anche gravi) o congelamento: versare 5 gocce in un bicchiere di acqua, usare per impacchi locali.

Nux vomica 6ch granuli: per tutti i problemi dell’apparato digerente, mal di stomaco, dispepsia da nervosismo, irritabilità, contrarietà), indigestione con nausea, vomito, conseguenze da abuso di farmaci, cibi e alcolici con cefalea, dolori spastici (colite), senso di peso allo stomaco “come una pietra” subito dopo i pasti, freddolosità. Il rimedio dopo ABBUFFATA a tavola.

Belladonna 15 ch granuli: febbre, mal di gola, faringite, laringite, cefalea, influenza, tutti i problemi infiammatori acuti delle vie respiratorie e intestinali, dolori mestruali, tutte i sintomi insorti in seguito a colpi di freddo, di colpi di sole o di calore, febbre improvvisa con testa e faccia calda e rossa con piedi freddi , pupille degli occhi dilatati (midriasi). Disteso la faccia diventa pallida. Sudorazioni delle parti coperte. Il dolore è di tipo pulsante, martellante.

Arnica 6ch granuli: per tutte le conseguenze di traumi fisici e psichici, sia acuti che di conseguenze a distanza di tempo, contusioni, ammaccature, fratture, ferite di ogni genere (chiuse), ecchimosi - fragilità capillare, prima e dopo ogni intervento chirurgico, foruncoli e ascessi, eruzioni simmetriche, “paura di essere toccato” (ipersensibilità nocicettiva). Se il trauma si accompagna a vissuti di paura e shock, assumere la 200K tubo dose tutto in una sola volta e dopo qualche giorno un altro tubo dose a potenza superiore (MK – XMK) .

Apis mellifica 6ch granuli (CORTISONE OMEOPATICO): infezioni e/o infiammazioni gravi, con edema, dolore bruciante migliorato da applicazioni fredde, gonfiore con bolle acquose migliorate dalle applicazioni fredde. Allergie di ogni tipo, croniche e acute con pericolo di edema della glottide e soffocamento. Punture di vespe e insetti con prurito intollerabile. Febbre molto alta con brividi con pelle calda ma senza sete.

N.B.: per approfondimenti inviare richiesta al dr G. Alvino Mail gioalvino@icloud.com o sms a WhatsApp 3386993510

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13/02/2024

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